Filiera

Ha fatto discutere parecchio il debutto di Amazon a PharmagoraPlus, il salone della farmacia francese in scena a Parigi Expo lo scorso 30 e 31 marzo. Dal proprio stand, il colosso dell’e-commerce ha presentato alla platea dei farmacisti transalpini la sua piattaforma di marketplace, grazie alla quale – come ha detto Charlotte Halb, dirigente di Amazon.fr – «le farmacie possono digitalizzare la propria attività commerciale come già fanno migliaia di microimprese francesi».

La presenza del gruppo alla più importante fiera francese del settore non è stata accolta con particolare gioia dai farmacisti, alcuni dei quali hanno parlato esplicitamente di “provocazione”: attualmente la normativa nazionale consente ad Amazon di vendere via internet soltanto l’extrafarmaco, perché l’otc può essere commercializzato online soltanto dalle farmacie fornite di proprio sito web (esattamente come avviene in Italia). Però il sospetto di molti è che al momento Amazon punti a posizionarsi, in attesa che un domani la legge venga modificata.

Potrebbe non essere necessaria una lunga attesa. Giovedì 4 aprile, infatti, l’antitrust francese ha inviato a governo e istituzioni un dossier (realizzato dopo 16 mesi di indagine nel settore della distribuzione del farmaco) che propone tra le altre cose di incoraggiare la vendita online dei farmaci senza ricetta consentendo alle farmacie il ricorso ai comparatori di prezzi (le piattaforme che mettono a confronto i prezzi praticati su internet dai diversi operatori) e ai marketplace come Amazon.

Si vedrà l’attenzione che il governo riserverà al dossier dell’antitrust. Intanto Amazon può già mettere sul tavolo numeri interessanti: sono più di 50mila le referenze del comparto salute che il gruppo commercializza online dalla propria piattaforma francese (ripartite in sette categorie: viso e corpo, bebé e mamme, igiene, cura dei capelli, integratori), direttamente oppure per conto di rivenditori terzi: aziende produttrici, farmacie e parafarmacie (circa 200), addirittura centrali di acquisto e aggregazioni del comparto farmacia. «Amazon è stata il nostro trampolino di lancio» spiega al quotidiano Le Figaro il farmacista titolare di una cittadina della Saône-et-Loire di circa seimila abitanti «e ci ha permesso di rivedere i rapporti commerciali con i nostri fornitori. Abbiamo abbassato i prezzi al pubblico e aumentato al contempo i nostri margini». La farmacia, che da circa un anno commercializza su Amazon più di 800 referenze, allargherà tra breve l’offerta in altri sei Paesi europei e ha dovuto assumere due persone per gestire l’attività derivante dall’online. «La tentazione di mettersi a vendere su Amazon per il traffico e la notorietà che genera» avverte un altro farmacista «è forte, ma bisogna mettere in conto che si va a versare oltre il 25% di spese a un operatore che domani potrebbe essere il nostro principale concorrente».

Dà da pensare anche il fatto che quello di Parigi sia per Amazon il secondo debutto in pochi mesi in una fiera dei farmacisti: nell’ottobre scorso, infatti, il colosso dell’e-commerce si era fatto vedere con un piccolo stand all’Expopharm di Monaco, il salone della farmacia tedesca. Dove aveva presentato le opportunità del proprio marketplace e soprattutto l’assistente vocale Alexa, per il quale il gruppo sta sviluppando alcuni algoritmi su salute e farmaci. Non resta che stare alla finestra e vedere dove avverrà il prossimo sbarco.

Di farmacie online ed e-commerce farmaceutico si parlerà nel convegno che Pharmacy Scanner organizza domani a Bologna nella cornice di Cosmofarma 2019. Saranno presenti Max Muller, chief strategy officer di DocMorris, Benjamin Rohrer, caporedattore della rivista specializzata Deutsche Apoteker Zeitung, Francesco Zaccariello, ad di eFarma, e Francesco Cavone, associate director di Iqvia. Appuntamento alle 14.30 in Sala Bolero, Centro Servizi, blocco B primo piano.

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