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Cosmetica Italia, a fine anno fatturati +4%. Ma attenzione ai nuovi bisogni del consumatore

Mercato

Grazie a un primo semestre in forte ripresa, il mercato della cosmetica in farmacia si avvia a chiudere l’anno in crescita del 4% rispetto al 2020, per un giro d’affari che dovrebbe attestarsi attorno ai 1.900 milioni di euro. Questa almeno è la stima che arriva dall’ultima Indagine congiunturale di Cosmetica Italia, presentata il 27 ottore in un meeting a distanza cui erano presenti aziende associate e stampa di settore. «Nei primi sei mesi del 2021» è l’analisi «si è osservata la sostanziale ripresa del consumo di cosmetici in farmacia». Anche grazie all’online, in particolare, «si sono registrate minori sofferenze rispetto al passato in alcuni segmenti della dermocosmesi, per esempio nei solari e nel cura persona» e proprio questo fenomeno – lo sviluppo degli acquisti a distanza – «rappresenta l’evoluzione più importante di questi mesi, dato che il canale risulta meglio attrezzato di altri nel commercio digitale e sta quindi beneficiando di tale vantaggio».

 

Cosmetica, le stime sulla chiusura 2021 per canale distributivo

 

Più in generale, dicono le stime del Centro studi di Cosmetica Italia, chiuderanno l’anno in crescita tutti i canali di vendita del comparto, e a tassi maggiori della farmacia con la sola eccezione del mass market (+1,5%, per un totale a fine anno di 4,5 miliardi): profumeria +22%, e-commerce +29% (totale a fine anno 900 milioni), erboristeria +12%. «In un panorama in cui la domanda interna appare in evidente ripresa» osserva ancora il Centro studi «i valori della produzione ricevono segnali importanti dal mass market e dalle farmacie, ma è innegabile anche il sostegno, non solo economico, delle vendite online».

Tutti i canali di vendita, in ogni caso, devono fare i conti con un consumatore e con abitudini di acquisto che sono profondamente cambiati. Si affermano per esempio nuove “beauty routine”, ossia panieri di consumo: nell’igiene personale per esempio, crescono i consumi di saponi (+2,3%) e calano quelli di deodoranti (-4,0%), volano creme e gel mani (+9,3%) così come i cosmetici per la cura del viso femminile (+8,0%), arretrano pesantemente i protettivi labbra (-18,2%); nell’igiene orale crescono i collutori (+4,7%) e scendono i dentifrici (-1,4%), nel cura capelli lievitano shampo e dopo shampo (+4,4% e +0,2%), arretrano i coloranti (-6,0%). «Dalla crescita dei prodotti viso si deduce che l’effetto mascherina è ancora molto forte» è la lettura di Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia «dalla contrazione dei coloranti per capelli capiamo che è però cresciuta la voglia di tornare dal parrucchiere e fare vita sociale».

 

La nuova beauty routine del consumatore di cosmetici

 

Anche la sensibilità del consumatore di cosmetico per i claim che caratterizzano la comunicazione di aziende e retail è cambiata: l’attributo “sbiancante”, ha rivelato Positano su dati Mintel, identifica oggi il 37% dei lanci di cosmetici a livello mondiale mentre nel 2019 erano il 48%; il claim “illuminante” cresce invece dal 52,1 al 63,6%. E poi c’è la crescente rilevanza del concetto di sostenibilità: le due categorie di cosmetico a connotazione naturale che le donne dicono di acquistare più spesso sono il cura pelle (60% delle intervistate) e il cura capelli (53%). «L’89% dei consumatori» ha detto ancora Positano «pensa che i brand dovrebbero comunicare se i loro prodotti sono etici e sostenibili, il 94% ritiene fondamentali onestà e trasparenza in merito agli ingredienti».

Rientra in questa tendenza il “riposizionamento” dei solari, che agli occhi del consumatore non sono più prodotti stagionali da periodo estivo ma diventano cosmetici protettivi per 365 giorni all’anno, da integrare in un mix di offerta che comprende fondo tinta e illuminanti viso. «Il fatto» ha concluso Positano «è che gli italiani stanno diventando sempre più consapevoli dell’impatto che l’inquinamento – indoor e outdoor – ha sulla salute della pelle».

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