Cosmetica in farmacia, a dicembre il 10% delle vendite conquistato dall’online

Mercato

Il canale farmacie “tiene” e conferma il sorpasso nel confronti della profumeria, ma online e calo degli ingressi continueranno a generare turbolenze e incertezze anche nel 2021. E’ la stima proveniente dalle prime analisi di fine anno di Cosmetica Italia, che il 10 febbraio presenterà i dati consuntivi del 2020. E sarà una sfilza di numeri preceduti in prevalenza dal segno meno: causa pandemia, il fatturato complessivo cala dell’11,6% e si ferma a 10,5 miliardi di euro, i consumi Italia si riducono del 9,3% e totalizzano 9,6 miliardi di euro.

La farmacia figura tra i punti vendita che hanno retto meglio all’impatto di covid, grazie anche al fatto che – come la gdo – è rimasta sempre aperta anche nella prima ondata pandemica. Il canale, così, chiude l’anno con un giro d’affari in contrazione del 2%, a poca distanza dal mass market (-1,7%) che continua a generare il 44% del mercato complessivo. Ben diverse le prestazioni della profumeria, che dopo aver perso il 38% nel primo semestre è riuscita a rallentare l’emorragia nel secondo (-15%) e finisce l’anno con il giro d’affari in calo del 24%.

Festeggia soltanto l’e-commerce, che nel 2020 vede crescere del 35% le vendite a valori di cosmetici e a fine anno tocca una quota di mercato del 7%. «Soltanto a dicembre» avverte Stefano Fatelli, presidente del gruppo Cosmetici in farmacia di Cosmetica Italia «la quota di mercato dell’e-commerce su dermocosmesi e beauty, ossia le categorie di prodotto vendute in farmacia, ha superato il 10%. In alti termini, ogni dieci euro spesi per cosmetici in farmacia, uno è andato a una farmacia online».

Le analisi del Centro studi di Cosmetica Italia, in ogni caso, dicono che il problema numero 1 è rappresentato dagli ingressi ancora «rallentati», nonostante la fedeltà vero la farmacia sia intatta.  «I consumatori hanno la testa altrove» spiega Fatelli «e poi oggi in farmacia si fa la coda, mancano le condizioni per girare rilassati tra gli scaffali o provare un prodotto».  Nel 2021, allora, si dovrà lavorare sull’esperienza di acquisto per trovare nuovi modi con cui portare il consumatore al prodotto. «Il registro è sempre quello dell’omnicanalità» conferma Fatelli «occorre che il punto vendita fisico si digitalizzi per tenere il passo con l’online». Possono fornire ispirazioni alcune esperienze già messe in campo, come l’impiego di Qrcode per far avere al cliente informazioni sul prodotto (o contenuti multimediali) che altrimenti si potrebbero ricavare soltanto toccando le confezioni. «La pandemia terrà ancora lontana dai banchi e dagli espositori tester una buona parte dei clienti» conclude Fatelli «occorre ripensare la shopping experience riflettendo su modelli e riti dell’online».

 

 

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