Convention Farmà Plus, Bruschi: diamo valore alla farmacia indipendente. 540 affiliati nel 2027

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Più di 480 farmacie affiliate che nel 2027 diventeranno 540, con l’obiettivo di arrivare a 600 nel 2028. Un fatturato annuo che supera i 720 milioni di euro, una marginalità che cresce del 2,1% anno su anno e giacenze di magazzino che invece si sono abbassate del 14%. Sono alcuni dei numeri portati da Farmà Plus, il network della farmacia indipendente controllato da Farvima, alla sua V Convention annuale, che da venerdì 16 a domenica 18 ottobre ha richiamato a Giardini Naxos 380 farmacisti e un centinaio di rappresentanti delle aziende partner.

Un evento che, sotto il claim «STRAOrdinary», ha voluto mettere al centro il valore della farmacia indipendente e il ruolo che il farmacista continua a svolgere come presidio di prossimità sul territorio. A raccontarlo sono stati gli stessi farmacisti del network, intervenuti dalla platea per condividere esperienze ed episodi della quotidianità professionale. Il messaggio della convention è stato dunque duplice: da una parte la necessità di organizzarsi per competere in un mercato nel quale le catene continuano a crescere, dall’altra l’importanza di preservare il rapporto personale con il cliente, che rimane uno dei principali elementi distintivi della farmacia indipendente.

«L’adesione a Farmà Plus non è un’opzione tattica» ha detto nel suo intervento di apertura il presidente di Sofad, Gaetano Cardiel «ma una scelta strategica, che trasforma la farmacia da voce di costo a leva strutturale del Ssn». «Il network non vuole sostituirsi alla farmacia indipendente» ha ribadito Claudio Ferroni, presidente di Safar Abruzzo «ma si propone di valorizzarla con soluzioni pratiche e opportunità di crescita». «Farmà Plus» ha aggiunto Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi «vuole affiancare la farmacia indipendente nella sua competizione con le catene del capitale. È qui che un network può fare la differenza, soprattutto se ha alle spalle la forza di un distributore intermedio». Tuttavia, perché il binomio dia i suoi frutti è indispensabile la fiducia reciproca: «Se la farmacia non comprende l’importanza di affidarsi a un partner di riferimento» ha avvertito ancora Mirone «saremo sconfitti da modelli più efficienti e organizzati».

 

Farmà Plus, le performance della rete nei mercati della farmacia

 

A ricordare gli strumenti che il network mette a disposizione dei suoi associati ha provveduto Alessandro Bruschi, direttore generale di Sofad e di Farmà: geomarketing, category, mobile app, servizi di screening e telecardiologia, comunicazione social, esposizione e assortimento gestiti con l’intelligenza artificiale e soprattutto Officina Farmà, il laboratorio coordinato da Focus Management che fa da tavolo di confronto tra le farmacie del network e i fornitori che quest’anno ha coinvolto oltre 90 farmacie del network e quattro aziende partner. «Officina Farmà è un think-tank di co-design» ha spiegato Erika Mallarini, docente Sda Bocconi «nel quale farmacisti e aziende costruiscono insieme le soluzioni per la farmacia del futuro, contribuendo così alla strategia operativa del network». Il progetto .

 

L’efficacia del volantino di rete sulle vendite

 

Tra i tavoli di lavoro del laboratorio, uno che ha prodotto risultati interessanti è quello dedicato alla gestione del tempo: i farmacisti ritengono che le ore trascorse al banco ammontino all’incirca al 70% della giornata di lavoro, invece una misurazione dettagliata delle attività rivela che non sono più del 50%. «Ancora più importante» ha rimarcato Mallarini «c’è un 20% circa di tempo che se ne va in attività a basso valore, come la ricezione della merce, gli ordini, la tariffazione, la ricerca prodotti, l’amministrazione». Più in generale, le misurazioni hanno evidenziato che soltanto il 7% del tempo è assorbito da attività riservate al farmacista laureato, mentre il 24% riguarda mansioni delegabili a personale non laureato e circa il 50% attività che possono essere svolte indifferentemente da farmacisti e non farmacisti. Un ulteriore dato emerso dall’analisi riguarda la possibilità di automatizzare circa il 30% delle attività, quota che naturalmente si sovrappone in parte alle precedenti.

L’obiettivo è liberare risorse e tempo da destinare alle attività professionali e alla relazione con il paziente, senza rinunciare all’efficienza gestionale. «Il nostro obiettivo è quello di valorizzare la farmacia indipendente» ha rimarcato ancora Bruschi, tornando sui risultati economici del network. Secondo i dati presentati, le farmacie aderenti hanno registrato un incremento medio della marginalità di 17.500 euro all’anno, mentre ogni mese gli esercizi della rete ricevono complessivamente tre milioni di clienti. Numeri che, nell’analisi del direttore generale, indicano le potenzialità di un modello capace di coniugare autonomia imprenditoriale e strumenti gestionali condivisi. «La farmacia indipendente continuerà a fare perno sul rapporto umano» ha aggiunto dal canto suo Mirko De Falco, amministratore delegato di Farvima «ma solo se alle sue spalle c’è una struttura organizzata».

È proprio su questo equilibrio tra organizzazione e relazione personale che Bruschi ha insistito nella prosecuzione del suo intervento, richiamando il tema scelto per la convention. La dimensione «straordinaria» della farmacia indipendente, ha osservato, si manifesta soprattutto nelle attività ordinarie, nella capacità di ascoltare i bisogni dei cittadini e di offrire risposte che tengano conto delle singole situazioni. Da qui la scelta di dare spazio alle testimonianze dei farmacisti presenti, per evidenziare come il valore della rete non si misuri soltanto attraverso fatturato e marginalità, ma anche nella capacità dei singoli esercizi di mantenere un rapporto diretto con le comunità in cui operano. In questa prospettiva, gli strumenti tecnologici e organizzativi messi a disposizione dal network devono sostenere il lavoro del farmacista, senza sostituirne la componente professionale e relazionale.

 

L’efficacia del category retrobanco

 

In che cosa faccia la differenza un network come Farmà lo ha spiegato Simone Nucci, direttore commerciale di New Line Ricerche di Mercato: le farmacie che utilizzano il volantino della rete, per esempio, mostrano sui prodotti promozionati vendite del 3,7% maggiori rispetto alla media campione, le farmacie invece che non utilizzano il volantino mostrano vendite in calo dell’1,3%. Più in generale, nelle farmacie del network il mercato dei farmaci con ricetta cresce del 7,3% (a fronte di una media canale del 6,8%), mentre il comparto commerciale rimane sostanzialmente stabile (-0,3%, rispetto al +1,4% nazionale). «I segmenti di libera vendita dove le farmacie della rete performano meglio» ha concluso Nucci «sono gli antiacidi e antireflusso, +8,1%, e gli alimenti senza glutine, +6,6%».

Di importanza della marca ha invece parlato Paolo Bertozzi, socio fondatore e partner di TradeLab. «L’insegna è la marca della farmacia» ha ricordato «ovvero la sintesi del suo modello di servizio e dei valori promessi ai clienti e nei quali tutti i collaboratori si riconoscono». Di conseguenza, «l’insegna è l’elemento con cui tutti gli aderenti a un network comunicano i valori del network stesso e garantiscono uniformità del modello di offerta». Una riflessione che si collega al tema di fondo della convention: trovare un’identità riconoscibile e un modello organizzativo comune, senza rinunciare alle caratteristiche che distinguono la farmacia indipendente dalle grandi catene.

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