Filiera

A causa dell’epidemia, nel 2020 le imprese italiane potrebbero perdere più di 45o miliardi di fatturato, da cui una caduta del Pil compresa tra il -8,2% e il -12%. Ma c’è anche una ristretta selezione di comparti produttivi che invece cresceranno, perché la loro attività è strategica per il contenimento e la lotta al coronavirus. E’ lo scenario immaginato dal centro studi Cerved nell’ultimo aggiornamento del suo Industry Forecast, la ricerca che segue e completa l’indagine già pubblicata a marzo dall’istituto milanese per analizzare l’impatto dell’epidemia sui settori produttivi del Paese.

Secondo il nuovo studio, le imprese italiane perderanno tra i 348 e i 475 miliardi di fatturato nel 2020, con una ripresa l’anno successivo che non riuscirà comunque a recuperare quanto perduto quest’anno: il rimbalzo si fermerà tre punti percentuali sotto i valori del 2019 se non si verificheranno ulteriori lockdown e il 2021 sarà di  ininterrotta ripresa; oppure, nello scenario più pessimistico, in cui l’emergenza durerà a singhiozzo almeno sino alla fine del 2020, la perdita si manterrà attorno al 18%.

In entrambi i casi i numeri raccontano un netto divario tra categorie merceologiche, che si acutizza ulteriormente se dallo scenario “soft” si passa allo scenario “hard”: segno più per industria chimica e farmaceutica (+ 6,1% nello scenario soft e addirittura 7% in quello hard), che presenta la crescita nettamente maggiore, mentre crollano mezzi di trasporto (-7,6% e -8,2%), logistica e trasporti (-6,4% e -12,7).

Più nello specifico, i settori meno colpiti dalla crisi, o che addirittura si avvantaggeranno del momentum sono quelli più coinvolti nella lotta alla pandemia o nei nuovi “stili di vita” legati a essa: quindi commercio online (+ 35% e + 40% secondo gli scenari), specialità farmaceutiche (+10,6% e + 13,2%), materie prime farmaceutiche (+7,9%), dispositivi medici per la respirazione artificiale (16,8% e 19,5%) e attrezzature mediche di sicurezza (12,3%). Interessante notare la crescita di supermarket, discount e anche minimarket di quartiere (+ 10,7% e + 12,3%), che in questi mesi, con l’home delivery, hanno guadagnato punti sulla grande distribuzione. Situazione difficile, in entrambi gli scenari, per tutte quelle attività più fortemente penalizzate dall’emergenza: crolli quindi per industria cinematografica, turismo, trasporto aereo, organizzazione eventi e ristorazione, che presentano tutti perdite superiori al 30%.

Giulia Capotorto

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