Boots Uk lancia il cup online. E la farmacia dei servizi diventa omnichannel

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Passa anche dall’applicazione dell’omnicanalità alla farmacia dei servizi la strategia di Boots per rilanciare vendite e fatturati delle sue farmacie su suolo britannico. I termini del problema sono noti: ricavi e utili del gruppo sono in sofferenza da tempo e già prima che esplodesse la pandemia era stato approvato un piani di tagli a costi e livelli occupazionali che doveva portare alla chiusura di 200 farmacie (ne sono state dismesse finora 174). Ma i piani di Boots non prevedono soltanto razionalizzazioni: tra i progetti, in particolare, c’è anche lo sviluppo di nuovi servizi nelle farmacie del gruppo, con lo scopo di recuperare traffico sfruttando una leva che le farmacie online non possono manovrare.

Covid, da questo punto di vista, ha offerto opportunità che il gruppo ha afferrato immediatamente: in tutto il Paese sono attualmente 25 gli hub gestiti da Boots dove si vaccina contro Sars-CoV2, cui si aggiungono i 2,6 milioni di test antigenici erogati dalle sue farmacie sotto l’ombrello del Nhs, il servizio sanitario inglese. Un anno fa, poi, l’insegna ha annunciato un nuovo servizio di consulenza e prescrizione per le piccole infezioni e per la contraccezione d’emergenza: fornito in regime privato in alcune farmacie selezionate della catena, permette al paziente di avere un consulto con il proprio farmacista e, nel caso, farsi prescrivere i farmaci con obbligo di ricetta di cui ha bisogno (in Gran Bretagna i farmacisti sono autorizzati a prescrivere in determinate condizioni). In aggiunta, 37 farmacie della catena offrono un autotest per le infezioni del tratto urinario, previo consulto con il farmacista. Obiettivo del servizio, aveva spiegato Boots, è quello di sgravare i medici di famiglia, visto che in media una donna su 20 si rivolge al generalista quando lamenta sintomi correlabili a una cistite o a un’infezione batterica.

La vera novità, tuttavia, risale a un paio di mesi fa, quando il gruppo ha lanciato il portale Boots Health Hub. Riassunto in parole povere, è una sorta di cup online dal quale i pazienti possono accedere ai servizi sanitari e diagnostici disponibili sul territorio: l’offerta, in particolare, non comprende soltanto le prestazioni disponibili nelle farmacie Boots, ma anche cliniche, ambulatori, medici, dermatologi e terapisti, convenzionati con il Nhs o in regime privato.

 

Health Hub, il “cup” omnichannel delle farmacie Boots. Dalla grafica essenziale e persino un po’ retrò, la home page del portale Boots Health Hub invita subito il navigatore a interrogare il motore di ricerca proprio come fa Google. Per avviarla basta digitare l’indirizzo attorno al quale si vuole trovare il servizio di cui si ha bisogno, subito sotto una serie di pulsanti cliccabili aiuta a raffinare la selezione. 

Una volta lanciatala ricerca i risultati compaiono subito a seguire (immagini sopra): che si tratti di farmacia Boots, di clinica privata o di struttura convenzionata, il portale riporta in bella vista il prezzo della prestazione e indirizza a una sottopagina dalla quale è possibile effettuare la prenotazione (vedi immagini sotto). 

 

Dal portale Boots Health Hub, il paziente può selezionare il tipo di servizio, esame o prestazione di cui ha bisogno e lanciare la ricerca. Il sito non fa discriminazioni nei risultati e propone sia le farmacie della catena, sia le strutture o i professionisti che operano in regime privato o rimborsato. Il paziente può confrontare immediatamente i prezzi (sono riportati in un angolino grigio in alto a destra) e se vuole prenotare la prestazione clicca sul riquadro e accede alla sottopagina, dove vengono fornite abbondanti informazioni sulle caratteristiche della prestazione e gli eventuali pre-requisiti per richiederla e da dove si può fissare l’appuntamento nel giorno e ora preferiti.

 

 

L’obiettivo del servizio, come detto, è quello di conferire una dimensione omnicanale alla farmacia dei servizi: Boots, in sostanza, mira alla clientela più digitalizzata per proporre un prodotto che le farmacie online non trattano o lo fanno soltanto in minima parte, quello appunto dei servizi diagnostico-sanitari. Ma attenzione: l’operazione si caratterizza anche per la volontà di assicurare al cliente inglese la possibilità di sfruttare appieno la comodità dello strumento digitale. Perché la ricerca può essere lanciata anche senza digitare alcun indirizzo, partendo soltanto dalla tipologia di servizio di cui c’è bisogno. Un vero e proprio cup privato, come detto, senza le limitazioni delle app delle farmacie italiane che obbligano a ricercare il prodotto o il servizio richiesto all’interno di un raggio molto circoscritto. Forse troppo per risultare davvero utile.

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