Boots, spunta una cordata di capitali per l’eventuale acquisizione dell’insegna inglese

Filiera

Si intensificano manovre e movimenti di mercato attorno alla possibile vendita di Boots da parte dell’americana Wba. Secondo fonti di stampa dei giorni scorsi, nella partita per l’acquisizione dell’insegna inglese potrebbe entrare la britannica Cvc Capital Partners, una delle più importanti società di private equity a livello mondiale. Il suo nome va ad aggiungersi a quello di un altro fondo di equiy, Bain Capital, che un paio di settimane fa era stato dato dal quotidiano londinese Times tra gli eventuali interessati all’affare. Per il canale televisivo Sky News, in particolare, le due società si preparerebbero a organizzare una cordata con cui lanciare un’offerta congiunta per l’acquisto delle oltre duemila farmacie di Boots Uk.

Nella partita però, avvertono diverse fonti, potrebbero entrare anche altri fondi di equity, soprattutto nel caso in cui Wba confermasse l’intenzione di vendere l’insegna inglese in un’asta curata dalla banca d’affari Goldman Sachs. Boots, d’altronde, ha visto crescere la propria appetibilità dopo la pubblicazione da parte di Wba dei risultati dell’ultimo trimestre: le vendite al dettaglio, a parità di rete, sono aumentate del 16,3% (anche se il traffico nelle farmacie rimane al di sotto dei livelli pre-covid), le vendite online sono quasi raddoppiate rispetto al pre-pandemia, le dosi di antinfluenzale somministrate nei punti vendita dell’insegna in questa stagione superano i due milioni, in aumento del 150% sull’anno scorso. E ancora: chi eventualmente acquisterà Boots si ritroverà con una buona parte dei lavori di “pulizia” già sbrigati. In due anni, infatti, sono state chiuse circa 200 farmacie “sotto-performanti”; i siti delle altre sono stati aggiornati per rimanere al passo con i competitor, a partire da Amazon; in tutto il Regno Unito hanno aperto 27 nuovi Beauty center Boots, per stare al passo con le nuove abitudini del consumatore.

Per gli osservatori, poi, l’eventualità che Wba si “disfi” di Boots si fa sempre più probabile, nonostante l’ottima chiusura trimestrale di entrambe le società (vendite Usa +10,6%). E’ ormai evidente, infatti, che il nuovo management del gruppo americano sta dando priorità al mercato nazionale e alla ristrutturazione delle farmacie Walgreens per prepararle al post-pandemia. E in tale contesto, ha sempre meno senso la presenza in un mercato della salute come quello britannico, profondamente diverso dall’americano nonostante la storica vicinanza dei due Paesi.

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