Osservatorio Pharmatrend

Il mercato di libera vendita che transita dai tre canali di farmacia, parafarmacia e gdo entra nella stagione autunnale rimanendo in territorio positivo. E’ quanto riferiscono le ultime analisi di Iqvia per Pharmacy Scanner, relative ai dodici mesi terminanti a settembre. Nel periodo il comparto tocca un fatturato che ammonta a poco più di 13 miliardi di euro, per una crescita in valori dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2017. L’andamento si spiega in buona parte con l’aumento dei prezzi, perché nell’anno mobile i volumi di vendita mostrano una perdita dell’1,1%, che significa quasi 218 milioni di confezioni in meno vendute.

 

 

Per quanto concerne i singoli canali di vendita, la farmacia si riconferma leader con una quota di mercato che copre nell’insieme il 75,9% del giro d’affari totale, pari a quasi 10 miliardi di euro. Nel 12 mesi la crescita si attesta a +1,8%, mentre i volumi restano pressoché stabili (-0,4%). A trainare è innanzitutto il paniere Otc (vedi riquadro sopra a destra per la definizione), che da solo coprono più della metà del fatturato (59,3%): ammonta infatti a 5,8 miliardi di euro il giro d’affari generato nell’anno mobile, in crescita del 3,2% sul precedente. Segue il paniere Personal care, che genera il 20,7% del giro d’affari complessivo (poco più di 2 miliardi di euro, in crescita dell’1,3%). A mostrare segno negativo, invece, sono gli andamenti della Patient care e dei Nutrizionali, che segnano rispettivamente -1,7% e -0,6%.

 

 

A livello regionale, il mercato di libero servizio fa registrare in farmacia valori quasi ovunque stabili o in leggero aumento. A cominciare dalla Lombardia, che da sola copre il 17,3% del fatturato dell’intero canale: qui la crescita in valori è del 2,7%, con un fatturato che arriva a 1,7 miliardi di euro. Quasi perfettamente stabili invece i volumi: più di 156 milioni le confezioni vendute, +0,1% rispetto ai dodici mesi precedenti. Tra le regioni “pesanti” troviamo anche il Lazio: copre più dell’11% del mercato complessivo (pari a poco più di un miliardo di euro) e a settembre la crescita tocca il 2,2% in valori e lo 0,4% in volumi.

 

 

Tra le poche regioni dal segno negativo torna il Friuli-Venezia Giulia, che pur non pesando più del 2% perde l’1,2% in valori e il 3,4% in volumi.

Recent Posts