Per il secondo anno consecutivo Abbvie conquista il primo posto nella classifica Best workplaces for blue collar 2026, stilata da Great Place to Work Italia per individuare le aziende manifatturiere e produttive che offrono i migliori ambienti di lavoro secondo le valutazioni degli operai. L’azienda biofarmaceutica, che ha il proprio stabilimento produttivo a Campoverde di Aprilia (Latina) e la sede italiana a Roma, precede altre 14 imprese selezionate sulla base delle opinioni espresse dai lavoratori.
La classifica è stata elaborata attraverso un’indagine che ha coinvolto 4.704 operai di aziende manifatturiere e produttive italiane. Nelle 15 realtà premiate il Trust index, l’indicatore che misura la percentuale media di risposte positive al questionario sul clima organizzativo, raggiunge il 69%, tre punti in più rispetto al 2025 e 19 punti sopra il 50% registrato dal campione complessivo delle aziende analizzate da Great Place to Work.
Alle spalle di Abbvie si colloca Ego Italia, azienda di Camerano (Ancona) specializzata nella produzione di componenti per la cottura a gas. Terza posizione per Quick Turn Engine Center Europe, attiva nella manutenzione dei motori aeronautici e con sede all’aeroporto di Fiumicino. Entrambe sono nuove entrate nella graduatoria. Completano le prime cinque posizioni Rheinmetall Italia, operante nel settore aerospaziale, e Unox, specializzata nella produzione di forni professionali.
Tra le 15 aziende premiate figurano anche altre due realtà del comparto farmaceutico e biotecnologico: Chiesi, al tredicesimo posto, e Laboratorio Farmaceutico Sit, al quindicesimo. Nel complesso, il 67% delle imprese in classifica appartiene al manifatturiero, il 20% al settore biotecnologico e farmaceutico e il restante 13% all’aerospaziale.
A distinguere le aziende premiate sono soprattutto le condizioni di sicurezza e la qualità degli ambienti di lavoro. L’83% degli operai considera fisicamente sicuro il proprio posto di lavoro, contro il 67% del campione generale, mentre il 72% esprime un giudizio positivo sulle infrastrutture aziendali, rispetto al 54% delle altre realtà analizzate.
Migliorano anche gli indicatori relativi al coinvolgimento dei dipendenti: il 67% degli operai si sente responsabilizzato nel proprio lavoro (+5 punti sul 2025), il 60% dichiara di potersi divertire lavorando (+5) e il 57% afferma di recarsi volentieri al lavoro (+4). L’81% apprezza inoltre i benefit aziendali, dieci punti in più rispetto all’anno precedente.
Rimane tuttavia una differenza tra operai e impiegati: nelle aziende premiate il livello di fiducia nell’organizzazione raggiunge il 76% tra i colletti bianchi, sette punti sopra quello registrato tra gli addetti alla produzione.
Secondo Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia, la qualità dell’ambiente lavorativo è diventata un fattore sempre più importante per contenere il turnover e trattenere personale qualificato. Un ruolo determinante, osserva, spetta ai responsabili intermedi, chiamati a gestire non soltanto i processi produttivi ma anche le relazioni con i collaboratori.
