Libera vendita, canali a confronto: anche a marzo, dice New Line, la farmacia cresce solo sui prezzi
Anche a marzo la farmacia è l’unico canale di vendita che deve soltanto all’inflazione la sua crescita a valori nel mercato dell’healthcare: +2,5% nel giro d’affari rispetto allo stesso mese del 2025 a fronte di vendite a confezioni pressoché invariate (-0,1%), che significa mercato su ma soltanto per effetto dei prezzi. È quanto restituisce la fotografia con cui New Line Ricerche di Mercato mette a confronto per Pharmacy Scanner le performance dei canali che si dividono il mercato del cosiddetto “senza ricetta”.
A marzo, dicono i numeri, il mercato dell’healthcare tocca i 1.714,3 milioni di euro, +2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La farmacia rimane il canale che assorbe la quota principale dei consumi, ossia 1.067,1 milioni (il 62,2% del totale). Segue la gdo (iper+supermercati, fonte Circana), che rappresenta poco più di un quarto del mercato (27,1%), quindi la parafarmacia (poco più di 100 milioni a valori, per una quota di mercato del 5,8%) e infine l’e-commerce (82,8 milioni, market share 4,8%).
Come si diceva, se si confrontano i canali in base ai volumi (ossia alle confezioni vendute), i rapporti mutano in modo significativo: la farmacia resta pressoché invariaat (-0,1%), la gdo perde un po’ più di mezzo punto, parafarmacia ed e-commerce crescono del 5,7 e del 9,5% rispettivamente. Ma soprattutto, questi due ultimi canali mostrano tra valori e volumi progressi sostanzialmente correlati, in altri termini si tratta di una crescita che si regge sulle confezioni vendute e non soltanto sull’inflazione. Stesso discorso per la gdo, anche se in termini negativi: decrementi correlati, dunque la gdo non ha fatto ricorso alla leva prezzo per “mascherare” la contrazione nei volumi.
Torniamo alla visione d’insieme: la crescita complessiva a valori del comparto healthcare (+2,2% a marzo) è spinta principalmente dall’automedicazione e dalla dermocosmetica, che crescono entrambi di circa il 3%. In particolare, l’automedicazione genera nel mese un giro d’affari di 831,5 milioni di euro, per merito innanzitutto della farmacia che rappresenta l’81,5% del mercato. L’incremento più rilevante, tuttavia, va attribuito all’E-commerce che mette a segno un incremento dell’11,4% e per market share vale ormai quasi quanto la parafarmacia (6,1% e 6,2%).
L’online cresce a doppia cifra anche nella dermocosmetica, dove a marzo fa un balzo del 22,5% (anche se l’incidenza sul mercato è del 5,6%, oltre un punto sotto quello della parafarmacia). I due canali trainanti rimangono anche qui gdo (44,1%) e farmacia (43,5%) che registrano però andamenti opposti: mass-market è negativo (-0,8%, con il segmento trattamenti corpo/anticellulite a fare da zavorra dato a marzo perde il -33,9% sul mese dell’anno scorso), farmacia più performante del totale canali.
Mercato commerciale, canali a confronto
Automedicazione (farmaci, integratori, dispositivi) valori e volumi
Dermocosmetici, valori e volumi
Prodotti per l’insonnia, valori e volumi










