In Uk Boots va oltre la farmacia dei servizi e concentra tutti i suoi format in un nuovo spazio retail
Nel Regno Unito la partita dei servizi in farmacia continua a spostarsi dal semplice ampliamento dell’offerta alla ridefinizione fisica dello spazio di vendita. È in questa direzione che si inserisce l’ultima iniziativa di Boots Uk, che ha approfittato della ristrutturazione del punto vendita di Derby, nelle East Midlands inglesi, per sperimentare un nuovo format centrato sull’integrazione dei servizi sanitari. La farmacia, situata all’interno del principale shopping centre cittadino, è stata riaperta nei giorni scorsi con un’area “One Health” di oltre 400 metri quadrati, nella quale convergono farmacia, ottica, audiologia e servizi clinici.
Secondo quanto riferisce Boots, il nuovo spazio accoglie oltre 30 servizi sanitari e punta a proporre un’esperienza “senza soluzione di continuità” tra le diverse attività cliniche del gruppo. Tra le prestazioni disponibili figurano il servizio Pharmacy First (che dirotta in farmacia il primo approccio per lacune patologie di bassa intensità), i controlli pressori “Health Mot”, gli esami audiometrici, le visite optometriche per adulti e bambini e i servizi privati già offerti dalla catena in partnership con operatori sanitari esterni.
Per Jamie Kerruish, chief healthcare officer di Boots Uk, l’obiettivo è rendere l’assistenza sanitaria «più conveniente e accessibile» sulla high street inglese. La formula scelta da Boots sembra andare oltre il tradizionale modello della farmacia con cabina servizi: il concept punta infatti a costruire un polo sanitario retail nel quale il cliente possa passare dalla dispensazione del farmaco alla visita ottica o al controllo dell’udito senza uscire dall’area healthcare.
Le immagini diffuse online mostrano un layout fortemente orientato alla sanità di prossimità, con segnaletica clinica molto visibile, desk dedicati ai servizi e spazi separati rispetto alle tradizionali aree beauty della catena. La comunicazione del nuovo format insiste soprattutto sul tema dell’accessibilità: servizi disponibili senza appuntamento in alcuni casi, apertura estesa e integrazione con le prestazioni del National health service. In questo senso Derby sembra configurarsi come un laboratorio per verificare quanto il traffico dei centri commerciali possa essere convertito in domanda sanitaria.
La novità si inserisce in una strategia più ampia con cui Boots sta cercando di rafforzare il posizionamento sanitario della propria rete. Negli ultimi mesi la catena ha accelerato soprattutto sui servizi clinici privati e sulle attività di screening. A febbraio, per esempio, aveva lanciato una serie di temporary corner itineranti dedicati ai cosiddetti “free Health Mot” (in inglese Mot è un termine popolare per checkup), ossia controlli gratuiti rivolti ai cittadini sopra i 40 anni. I pop-up sono stati allestiti in luoghi ad alta frequentazione come piazze, mercatini e spazi pubblici, con farmacisti Boots che effettuano i test e forniscono consulenze rapide sui principali fattori di rischio cardiovascolare.
Secondo quanto riportato dalla rivista Chemist & Druggist, il format propone un controllo della pressione arteriosa sotto l’egida del servizio Nhs Blood Pressure Check, con possibilità di integrare anche misurazioni di indice di massa corporea e circonferenza vita. L’obiettivo dichiarato è intercettare persone che normalmente non entrano in farmacia o non effettuano screening preventivi. La stessa logica sembra ora trasferita nel progetto di Derby: aumentare il peso dei servizi clinici per differenziare il punto vendita retail e consolidare il ruolo della farmacia come presidio sanitario di primo accesso.




