Vetrine digitali e monitor in store, censimento Bluway: la farmacia dei servizi fa volare le installazioni

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La necessità di comunicare meglio e in modo più continuativo la propria offerta di servizi spinge un crescente numero di titolari e di insegne a investire in impianti di videocomunicazione, in store (monitor e sistemi saltacoda) e out store (vetrine digitali). È l’evidenza che emerge dall’ultimo censimento condotto da Bluway, media agency del settore farmaceutico: rispetto all’indagine condotta un paio di anni fa, le farmacie e parafarmacie dotate di impianti di videocomunicazione crescono di quasi il triplo e passano dalle 2.575 del 2024 alle 6.219 del 2026. Tra queste, è la stima di Bluway, si contano circa duemila farmacie indipendenti e 700 parafarmacie, mentre sono un migliaio gli esercizi dalla croce verde che aderiscono al circuito Winspot di Pharmaservice. Per quanto riguarda le insegne, invece, Lafarmaciapunto di Hippocrates è la catena con il maggior numero di punti vendita dotati di impianti di videocomunicazione, seguita a una certa distanza da due network come Valore Salute e Q Farmacia. «Hippocrates rappresenta senza alcun dubbio un caso di riferimento» osserva Mauro Pichierri, founder di Bluway «perché con circa 600 farmacie attrezzate può permettersi di utilizzare monitor e vetrine digitali come leva di trade marketing nei confronti dei top brand».

 

Impianti di videocomunicazione in e out store, l’evoluzione 2024-2026

NB – Per Q Farmacia, i dati sono fermi 2024 (quando il circuito si chiamava Cef – La farmacia italiana) perhé il gruppo non ha fornito aggiornamenti. In ogni caso, si stima la presenza di circa 600/800 schermi da circa 70 pollici installati verticalmente nelle vetrine delle nuove farmacie.

 

Caso diverso per Benu Farmacia, che attualmente conta 270 vetrine circa ma ha in programma di crescere nei prossimi due anni per arrivare sino a 700 monitor (fonte Aerostar) grazie all’integrazione in un unico circuito degli impianti di cui sono dotate le farmacie Valore Salute. «Al contrario di Hippocrates» spiega Pichierri «Phoenix Pharma Italia non utilizza la propria videocomunicazione come strumento di trade marketing nelle trattative commerciali con i fornitori. Invece, preferisce proporre dai suoi schermi una programmazione pubblicitaria  gestita da una concessionaria esterna, un po’ come farebbe un canale televisivo. Stessa scelta per Boots, e per entrambe le insegne i fatturati che tale raccolta pubblicitaria genera sono senz’altro interessanti. Quasi tutte le altre catene e network, invece, preferiscono affidarsi a risorse interne per gestire la videocomunicazione».

Quanto alle ragioni del forte incremento degli impianti registrato negli ultimi due anni, Pichierri non ha dubbi: «L’incremento maggiore ha riguardato i monitor in store, quelli rivolti a chi è nel punto vendita» spiega «e senza dubbio c’è all’origine non soltanto quello di utilizzarli per il saltacoda, ma anche per comunicare alla clientela i propri servizi e in particolare quelli più strutturati come vaccinazioni, screening e telemedicina. Per questo, è ragionevole prevedere che il trend sarà destinato a proseguire».

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