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Orari, nel commercio Coop chiede un ritorno al passato: chiudere la domenica per ridurre i costi

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A più di dieci anni dalla legge del governo Monti che nel 2012 liberalizzò gli orari del commercio, nella gdo c’è chi invita ad aprire una riflessione sull’opportunità di un ritorno al passato. È il senso della proposta lanciata da Ancc-Coop (72 cooperative, 57mila dipendenti e più di 2.200 supermercati), che per bocca del suo presidente, Ernesto Dalle Rive, ha invitato le altre insegne della distribuzione moderna ad aprire un dibattito sulla possibilità di ripristinare la chiusura domenicale dei supermercati.

L’idea, come spiega un articolo del Sole 24 Ore, nasce dalle difficoltà con cui il comparto ha chiuso il 2025: consumi in calo nei volumi, crescente freddezza e tanta prudenza da parte dei consumatori, sempre più attenti ai loro acquisti. La proposta sulla quale Coop vorrebbe trovare la convergenza degli altri gruppi, in sostanza, è quella di ripristinare la chiusura della domenica e ridurre a sei i giorni di apertura.

Fu il decreto “Salva Italia” del governo Monti, nel 2012, a dare luce verde alle aperture domenicali e festive, ma secondo Coop oggi le condizioni economiche e sociali sono cambiate. «Le nostre principali imprese» dice Dalle Rive «sono favorevoli a chiudere la domenica e vogliamo vedere se è possibile aprire un tavolo di confronto con Federdistribuzione e con l’Associazione della distribuzione moderna per capire se si può arrivare a una visione condivisa». A sostenere la proposta sono soprattutto i risparmi che si conseguirebbero lato costi: la domenica la busta paga aumenta in media di almeno il 30% per effetto delle maggiorazioni contrattuali e, secondo le stime dell’Ufficio studi Coop, un ripensamento degli orari potrebbe consentire all’intero sistema della gdo italiana di recuperare tra i 2,3 e i 2,6 miliardi di euro in termini di produttività ed efficienza.

Nelle intenzioni del gruppo, poi, queste risorse potrebbero essere reinvestite per rafforzare le politiche promozionali e, più in generale, per lavorare sul fronte dei servizi. «Servirebbero anche a dare una risposta ai nostri dipendenti che non vogliono lavorare la domenica» ha osservato Dalle Rive, sottolineando come le indagini interne mostrino che una parte significativa degli acquisti oggi effettuati nei giorni festivi si sposterebbe semplicemente sugli altri giorni della settimana. Non a caso, per Coop circa un italiano su tre già oggi non fa la spesa la domenica.

Benché sostenuta da dati e analisi, la propsota di Ancc-Coop non sembra trovare al momento appoggi tra le altre insegne e in Federdistribuzione, che mette sul tavolo altri numeri: dal punto di vista dei fatturati, è la linea dell’associazione, sabato e domenica rimangono giornate chiave e in una fase di consumi deboli come quella che il commercio sta vivendo chiudere nei festivi rappresenta una risposta sbagliata al problema. Anche perché occorre fare comunque i conti con l’e-commerce, che è sempre aperto sette giorni su sette e 24h. La libertà degli orari, è la chiosa di Federdistribuzione, rimane la strada migliore: se Coop vuole chiudere la domenica faccia pure, ma non obblighi le altre insegne a fare lo stesso.

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