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Sanità digitale: il 30% degli italiani ha iniziato a farsi spedire la ricetta dem con la pandemia

Consumatore

Complice la pandemia, cresce la propensione degli italiani all’uso dei servizi sanitari digitali, a partire ovviamente dalle cosiddette app, al punto che quasi il 61% dei consumatori di healthcare se ne serve per prenotare a distanza una visita. Ma soprattutto, cresce la sensibilità verso la sanità digitale, soprattutto per quelle funzionalità che agevolano la ricerca delle informazioni. È la fotografia che arriva dalla quarta edizione dell’osservatorio Digital Health & Pharma di Netcomm, il Consorzio italiano del commercio digitale: quasi un italiano su due (43,4%) trova molto utile un servizio di prenotazione online di visite e ricette, quasi uno di tre (31%) dice lo stesso della prenotazione a distanza di visite a domicilio, uno su quattro (25,6%) esprime particolare apprezzamento per le app che consentono di conservare referti e risultati diagnostici o effettuare televisite, un altro quarto circa (24,4%) trova molto utile un servizio di chat con il medico e infine il 19% dà la stessa valutazione per il teleconsulto.

 

Servizi digitali, quanti gli italiani che li reputano “molto utili”

 

Rispetto al 2021, dice ancora Netcomm, si nota un aumento nell’uso dei servizi digitali a supporto delle prestazioni sanitarie, che per quanto lieve è segno di una progressiva digitalizzazione dei pazienti. Non solo: di anno in anno cresce la quota di coloro che vedono nel digitale una leva con cui migliorare la qualità dei servizi sanitari e semplificare la comunicazione tra medico e paziente o tra strutture e assistiti. Inoltre, i servizi di digital health sono giudicati estremamente utili da coloro che li hanno effettivamente provati, molto più di quanto non li reputi il totale della popolazione.

 

L’opinione degli italiani sui servizi digitali, 2021 vs 2022

 

Un’indagone condotta per Netcomm dai ricercatori della Bocconi di Milano Luca Buccoliero ed Elena Bellio, infine, dimostra che la pandemia è stata una significativa catalizzatrice dei processi di digitalizzazione: quasi il 20% degli italiani ha iniziato a prenotare a distanza le prestazioni sanitarie con l’emergenza pandemica, il 30% ha cominciato a farsi spedire la ricetta elettronica, il 20% si è messo a consultare i siti web di ospedali e aziende sanitarie per i propri problemi di salute o per motivi legati al suo percorso clinico.

Utilizzo dei servizi digitali, prima e dopo la pandemia

 

Il Pnrr, ha ricordato il presidente del Consorzio Netcomm, Roberto Liscia, prevede importanti investimenti sulla sanità digitale ma il lavoro è enorme: più dell’80% delle Regioni ha un numero di documenti indicizzati inferiore al 50%, il 62% dei cittadini non sa che cos’è il Fse e l’interoperabilità dei sistemi è scarsissima.

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