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Eurostat: un italiano su due cerca online info sulla salute. Tra i 45-54enni sono il 60% (donne 65%)

Consumatore

Nel 2021, dice una ricerca di Eurostat, il 55% dei cittadini Ue di età compresa tra 16 e 74 anni ha cercato online informazioni su malattie, traumi, alimentazione o altre tematiche di carattere sanitario. I finlandesi svettano al primo posto, con oltre l’80% degli intervistati che dice di avere fatto ricerche sul web per motivi legati alla salute nei tre mesi che hanno preceduto il sondaggio; gli italiani si collocano nella media con il 53% (un cittadino su due), un valore che li pone diversi punti sopra i tedeschi (45%), poco sotto i francesi (56%) e a una certa distanza dagli spagnoli (69%).

 

 

Un’analisi dei navigatori italiani per fasce d’età, istruzione e area di residenza mostra scarti piuttosto evidenti: tra i 16-24enni dice di cercare online informazioni sulla salute il 47% degli individui, tra i 25-34enni sono il 59%, tra i 35-44enni ammontano al 60%, tra i 45-54enni tornano al 59%, tra i 55-74enni scendono al 44%. Il gap è ancora più cospicuo quando il parametro è la cultura: tra gli italiani con un livello di istruzione basso, naviga per informarsi sulla salute il 33% delle persone (35% tra le donne); nella fascia media, la percentuale sale al 60% (donne 65%), tra i connazionali con un livello di istruzione elevato arriva addirittura al 74% (donne 76%).

Scarti più ridotti, invece, tra le diverse tipologie di residenti: si informa online sulla propria salute il 55% degli italiani che abitano in città, il 52% di chi vive in centri della provincia o delle periferie metropolitane e il 49% di chi risiede nelle aree rurali.

Nell’ultimo decennio, conclude l’Ufficio europeo di statistica, la quota di persone che cercano online informazioni sanitarie è aumentata in quasi tutti gli Stati Ue: l’incremento medio rispetto al 2011 è a livello Ue di 17 punti percentuali, ma i balzi più importanti si osservano tra i ciprioti (+46 punti percentuali), cechi (+33), maltesi (+32) e spagnoli (+31). Cospicua anche la crescita dei navigatori italiani: nel 2011 erano il 27%, quindi in un decennio l’incremento ammonta a 26 punti percentuali.

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