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Poste Italiane acquisisce Plurima ed entra nella distribuzione h-t, home delivery incluso

Filiera

Poste Italiane entra nel settore della logistica sanitaria, ultimo miglio compreso. È la lettura da dare all’accordo che vede l’ingresso del gruppo pubblico in Plurima spa, società specializzata nella distribuzione ospedaliera per le strutture pubbliche e private con una quarantina di stabilimenti logistici e una flotta di circa 300 veicoli. Poste Italiane diventerà il socio di maggioranza con una quota del 70% «su un enterprise value complessivo di 130 milioni di euro», spiega una nota, la parte restante farà invece capo alla famiglia Marconi, che finora deteneva il controllo della società (tra i cui servizi c’è anche la gestione documentale per Pa e aziende private).

La notizia è rimasta inosservata alla gran parte del mondo della farmacia, ed è un errore. Plurima, infatti, assicura tra i vari servizi la consegna a domicilio (cioè a casa del paziente) di farmaci, dispositivi, apparecchi e materiale di consumo, con tanto di garanzia dell’eventuale catena del freddo. In particolare, l’azienda assicura il recapito a casa dei presidi monouso ad assorbenza (pannoloni, traverse e mutande elasticizzate), l’home delivery dei farmaci e la gestione dei prodotti per la nutrizione artificiale, enterale e/o parenterale, comprese apparecchiature e dispositivi per la somministrazione.

Non si tratta però del “solito” servizio di consegna. Plurima, infatti, gestisce recapiti e assistenza con una serie di app che consentono agli assistiti di personalizzare i passaggi e soprattutto di monitorare i consumi, proprio come fanno le farmacie del territorio più digitalizzate. La consegna dei presidi da incontinenza, per esempio, è abbinato a un’app che permette al paziente di programmare le consegne, modificare data e orario di arrivo o comunicare che i presidi non sono più necessari, evitando corse inutili. L’home delivery dei farmaci, dal canto suo, contempla la tracciabilità delle confezioni dalla prescrizione fino al consumo a domicilio, monitora l’aderenza terapeutica e quindi riduce gli sprechi; infine, la consegna domiciliare dei prodotti per la nutrizione artificiale assicura la tracciatura di tutte le fasi della gestione e si avvale di un’app con cui il paziente può programmare le consegne e segnalare precocemente eventuali criticità.

Chi conosce il settore della logistica sanitaria sa che sono poche le aziende dove il tasso di digitalizzazione è così sviluppato. Viene allora il sospetto che la scelta di Poste Italiane di puntare su Plurima sia stata tutt’altro che casuale. E vada magari messa in relazione con il cantiere ormai aperto del Pnrr, dove viene data priorità massima alla domiciliarità dell’assistenza e delle cure.

Non a caso, la settimana scorsa le Regioni hanno presentato alla commissione Affari sociali della Camera una memoria scritta in cui si sostiene che la distribuzione diretta «è una forma di erogazione che consente di assistere con maggiore qualità il paziente in termini di conoscenza complessiva dei farmaci, di farmacovigilanza, di controllo della capacità del paziente di seguire la terapia prescritta e di un rapporto continuo tra il farmacista che eroga e il paziente che ritira il farmaco». Questo canale di fornitura, inoltre, «dovrebbe prevedere l’home delivery per l’erogazione al domicilio del paziente», oppure affidare la distribuzione di farmacie e presidi «presso le Case di comunità o gli Ospedali di comunità».

Sono le imprese della logistica del farmaco ad assicurare queste consegne ed è evidente che una società capace di fornire servizi digitali a supporto del delivery – come fa Plurima – emanciperebbe la distribuzione diretta dalle accuse che i farmacisti del territorio solitamente rivolgono a questo canale: monitoraggio dell’aderenza inesistente, consegne dalle scadenze rigide, quantitativi fissi che generano avanzi e sprechi. E ora dentro c’è pure Poste Italiane, che con Sda e Pharmap è già nell’home delivery delle farmacie.

«La nostra strategia prevede un focus sul business della contract logistics con l’obiettivo di completare la transizione verso un modello ad ampio raggio» commenta in una Matteo Del Fante, amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane «l’ingresso in Plurima accelererà questo percorso, garantendo l’accesso a nuove opportunità di business legate a una maggiore tendenza all’outsourcing della logistica e della micro-logistica ospedaliera».

«Da molto tempo il settore della distribuzione farmaceutica attira l’interesse di soggetti esterni» commenta a Pharmacy Scanner il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone «sono operazioni che mirano a diversificare il business e alla filiera non resta che vigilare. Senza provare però ad alzare barriere, ma anticipando e rendendosi più veloce. Perché questo ormai è ciò cui è abituato il paziente: avere risposte in tempo reale grazie agli strumenti “phygital” che offe la tecnologia»

Non mostra preoccupazione per gli scenari che si prospettano il presidente di Assoram, Pierluigi Petrone: «Mi auguro che questo arrivo sia di ulteriore stimolo per il settore, perché offra servizi ancora migliori al malato che deve restare al centro di ogni nostra riflessione» dice a Pharmacy Scanner «quando un anno fa venne affidata a Poste Italiane la distribuzione dei vaccini covid sottolineammo più volte che in questa attività il gruppo avrebbe dovuto garantire il rispetto delle Buone pratiche di distribuzione. Accogliamo quindi positivamente l’acquisizione della nostra associata Plurima con il vivo auspicio di annoverare presto anche Poste Italiane nella nostra compagine, come già figura Dhl di Deutsche Post». Il closing dell’operazione, soggetto all’approvazione da parte dell’Antitrust, è atteso entro la fine del primo semestre 2022.

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