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Analisti delusi e titolo in forte caduta, -6% soltanto nella giornata dell’altro ieri. E’ la reazione con cui Wall Street ha accolto il comunicato di Walgreens Boots Alliance sui risultati relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2020: le vendite crescono dell’1,6% e raggiungono i 34,3 miliardi di dollari (+2,3% a tassi di cambio costanti), il risultato operativo rettificato cala del 15,6% e si ferma a 1,5 miliardi (-15,4%, sempre a tassi di cambio costanti), l’utile rettificato per azione scende del 19,8% e si assesta a 1,37 dollari (-5,7%).

Come riferisce la stampa finanziaria, non è quanto si aspettavano i mercati, che scommettevano per un rendimento ad azione attorno a 1,40 dollari e vendite trimestrali sopra i 34,6 miliardi. A deludere, in particolare, sono stati i volumi delle prescrizioni lavorate dalle farmacie del gruppo, inferiori alle attese anche per la stessa società. Secondo l’analisi del canale finanziario Cnbc, questi numeri sono la risultante di due fenomeni convergenti, da un lato la pressione crescente delle assicurazioni sanitarie sui prezzi degli etici e dall’altro la concorrenza sempre più forte dell’online, che toglie volumi e clienti nel farmaco così come nell’extrafarmaco.

Non a caso, un articolo pubblicato mercoledì dalla rivista Forbes mette a confronto le scelte strategiche di Wba – imperniate su collaborazioni con assicurazioni come Humana, fornitori di prestazioni mediche come VillageMD, UnitedHealth e MedExpress, e catene del retail tradizionale come Kroger – con le operazioni concluse dalla concorrente Cvs Pharmacy. La quale, anziché cercare collaborazioni paritarie, ha acquistato un paio di anni fa Aetna, la terza compagnia assicurativa americana (con oltre 20 milioni di assistiti, pronti a diventare clienti fedeli delle farmacie del gruppo), e sta allargando le sue catene di retail clinic (MinuteClinic) e pharmacy clinic (HealthHub).

Nel proprio comunicato dell’altro ieri, Walgreens Boots Alliance ha commentato i risultati trimestrali confermando il piano di contenimento dei costi annunciato nei mesi precedenti (1,8 miliardi entro l’anno fiscale 2022) e rinnovando la propria stima di un 2020 dagli utili piatti. «Manteniamo l’outlook per l’anno in corso nonostante un primo trimestre poco vigoroso» ha detto in particolare Stefano Pessina, executive vicechairman e ceo di Wba «siamo fiduciosi che i nostri piani strategici siano quelli giusti per generare crescita sostenibile a lungo termine. Inoltre, siamo molto soddisfatti dei progressi fatti nel corso del trimestre per quanto riguarda il nostro programma di gestione dei costi e per la produzione di cash flow».

 

 

 

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