Walgreens tra i peggiori titoli del Dow Jones 2020 causa covid e online. Quale monito per la farmacia italiana

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Per Walgreens Boots Alliance il 2020 è un anno da dimenticare, almeno in Borsa: il gruppo si piazza al penultimo posto nel listino Dow Jones per rendimento del titolo, che in 12 mesi ha perso più del 32%. Ha fatto peggio soltanto la Boeing, il colosso dell’aviazione, che in un anno lascia sul terreno il 34% a causa dei problemi incontrati dal suo 737 Max (l’aereo dei due disastri in Etiopia e Indonesia) ma soprattutto per la crisi in cui è sprofondato il trasporto aereo con l’arrivo della pandemia.

Ma covid, osserva un articolo della rivista americana Barron’s, è la causa principale anche dei grattacapi finanziari di Wba. Per quanto, sulla carta, si sarebbe indotti a pensare al contrario: la pandemia dovrebbe spingere gli americani a prestare massima attenzione alla propria salute, con ricadute più che positive sui fatturati delle farmacie e sui loro titoli. E invece no: Wba ha chiuso l’anno in forte perdita e le previsioni degli osservatori per il 2021 non sono delle più ottimistiche.

Il fatto, scrive Barron’s, è che sebbene il gruppo abbia visto una contenuta crescita di vendite e ricette, la paura del contagio ha convinto una fetta crescente di americani ad acquistare a distanza farmaci e prodotti per la salute e farseli recapitare a casa. La prima ondata di covid, dicono in particolare i dati, ha fatto lievitare di oltre il 20% le ricette inviate in farmacia per posta. E così, nel quarto trimestre del 2020 Walgreens ha visto crescere le vendite “soltanto” del 3,6% nelle farmacie fisiche e del 39% nel digitale. In Uk, Boots ha registrato nello stesso periodo un calo dei consumi del 29%, mentre gli acquisti sul portale del gruppo sono aumentati del 155%.

Le incertezze finanziarie di Wba nascono da questi numeri: gli investitori, infatti, sanno che se calano le ricette diminuisce il traffico nei punti vendita, e se il traffico si riduce c’è meno gente che compra nei reparti commerciali delle farmacie Walgreens. In questi mesi, il gruppo ha cercato di richiamare pubblico nei suoi esercizi offrendo prima i test diagnostici per covid e poi la vaccinazione, ma almeno al momento la Borsa americana non sembra aver apprezzato. Anche perché da metà novembre è scesa ufficialmente in campo Amazon Pharmacy, la farmacia online di Amazon, e la semplice notizia ha buttato giù di diversi punti i titoli di Wba e dalle altre grandi catene come Cvs Pharmacy e Rite Aid.

Dalle traversie di Walgreens Boots Alliance i farmacisti titolari di casa nostra trarranno facilmente diversi spunti di riflessione: covid ha contratto gli ingressi in farmacia anche in Italia (stiamo ovviamente parlando di medie, cui si applica la proverbiale avvertenza del mezzo pollo) e anche in Italia il canale ha cercato nei test sierologici e antigenici una fonte alternativa di traffico (almeno laddove gli spazi hanno consentito di organizzare i prelievi all’interno della farmacia ) e fatturati. E intanto, l’online erode l’uno e gli altri con una crescita delle vendite a doppia cifra, per quanto i numeri rimangano ancora marginali.

 

 

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