Unifarm, il bilancio 2021 è da record: 10 milioni di ebitda, sei di utili, 130 soci in più in tre anni

Filiera

Oltre 600 milioni di fatturato per l’intero gruppo, ebitda sopra i 10 milioni, utile appena sotto i sei e patrimonio netto attorno agli 80 milioni. Sono le cifre angolari del bilancio 2021 di Unifarm, la società dei farmacisti che distribuisce a più di 1.900 farmacie tra Trentino-Alto Adige, Veneto, Liguria e Sardegna. Approvato dall’assemblea dei soci domenica scorsa (12 giugno), il consuntivo corona un triennio senza precedenti che l’azienda chiude con un utile complessivo di oltre 15 milioni di euro, +50% sui tre anni precedenti. E 130 soci in più, che portano il totale corrente a 777.

Come spiega a Pharmacy Scanner Francesca Rauzi, vicepresidente della società trentina, questi numeri non sono solo il frutto di un paziente lavoro di riordino e razionalizzazione: «Abbiamo investito in nuovi asset» spiega «abbiamo ridotto i costi e cercato la massima efficienza, ci siamo concentrati sui servizi ai soci e conferito loro ulteriore valore». «Abbiamo anche razionalizzato i processi grazie ad un nuovo Erp e incrementato l’automazione dei nostri magazzini» aggiunge Claudio Occoffer, direttore generale di Unifarm «che oggi tocca il 70% e l’anno prossimo salirà all’80%. E abbiamo implementato in 280 Farmacie socie la nostra piattaforma di riordino automatico, Sara, che ora è in grado di prendere in carico, ottimizzandolo, l’intero processo di approvvigionamento (giornaliero e non) e i transfer order riducendo stock e aumentando livello di servizio e profittabilita».

Soddisfazioni pure dalla linea di integratori a marchio, varata 18 mesi fa: «In media lanciamo due nuove referenze a trimestre» prosegue Occoffer  «e contiamo già tre prodotti leader della loro categoria nei mercati regionali del Trentino e del Veneto». Aiuta il fortissimo tasso di fedeltà che contraddistingue i soci Unifarm: «Passa da noi o dalle aziende convenzionate l’80% degli ordini» conferma Occoffer «e stiamo parlando del totale, farmaco ed extrafarmaco».

Proseguono, infine, le azioni di Unifarm dirette a tenere le farmacie associate al riparo dallo shopping delle catene del capitale. «Facciamo tutto il possibile per difendere il perimetro» conferma Rauzi «fornendo aiuto e supporto ai soci che stanno valutando di vendere. In alcuni casi, chi lo fa è stanco oppure non riesce a trovare collaboratori. Gli mettiamo a disposizione tutti gli strumenti e i servizi gestionali del nostro gruppo perché possa dedicarsi a quello che più gli piace, cioè fare il farmacista al banco».

In alternativa c’è l’acquisizione della farmacia dal socio oppure una partecipazione di supporto con l’intervento di Finafarm, la finanziaria del gruppo. D’altronde sono 22 le farmacie di proprietà di Unifarm, inquadrate nel network Unilife. «Ci tengo a sottolineare però che altre cinque sono state acquisite e poi rivendute a soci» interviene Occoffer «siamo una società di farmacisti e non una catena, quindi ogni ragionamento o valutazione mette sembre avanti l’interesse dei soci».

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