Filiera

Circa 94 milioni di euro di fatturato, il 18% dei quali provenienti dalle attività estere; ricavi per 85 milioni e utili netti di poco superiori ai 4 milioni. Sono le cifre che suggellano il bilancio 2018 del gruppo bellunese Unifarco, approvato sabato 18 maggio dall’assemblea dei 347 soci farmacisti. Ne scaturisce il proverbiale bicchiere mezzo pieno: il fatturato delle attività “core business” (90 milioni di euro) cresce sul 2017 di oltre 7% globalmente e del 4,7% nel solo mercato italiano (che nel 2018 ha generato un giro d’affari di oltre 73 milioni). Le farmacie clienti sono oltre 4.800 (2.600 in Italia) in crescita sull’anno precedente dell’8% (Italia +3%). I soci sono 315, rappresentano il 12% dei farmacisti clienti e staccano una cedola di 15 euro ad azione.

La parte di bicchiere ancora da riempire riguarda le performance di alcuni brand del gruppo: «Pensavamo di fare meglio» ha ammesso davanti all’assemblea Massimo Slaviero, amministratore delegato di Unifarco, riferendosi a Dolomia (che nel 2018 ha perso a valori l’11%). Ma l’azienda si può sempre “consolare” con il +23,3% del biomedicale e il +18,7% della linea Farmacisti preparatori integratori, mentre la cosmesi tiene egregiamente (+1,3%). Nel 2018, così, consolida la propria posizione di produttore leader nel segmento della dermocosmetica in farmacia – davanti a marchi come Vichy, La Roche Posay, Lierac – e il quarto negli integratori e nel make up.

«Prendersi cura è il concetto chiave che alimenta tutta la nostra attività» ha ricordato Slaviero «la sfida oggi è continuare a svilupparci in maniera coerente ed equilibrata, creando valore condiviso per i nostri soci, i farmacisti clienti e i consumatori». Obbediscono a questo programma gli obiettivi che l’azienda si pone per i due anni successivi: il 2019 dovrebbe chiudere con un fatturato poco sopra i 100 milioni di euro, nel 2020 dovrebbero essere superati i 150 milioni. «Dobbiamo migliorare la comunicazione» ha detto Luigi Corvi, amministratore delegato della rete Farmacisti Preparatori «consolidare la nostra posizione nella dermocosmetica con prodotti più performanti, accrescere la capacità di consiglio del farmacista». Contribuirà un immutato impegno nella ricerca, che nel 2018 ha assorbito il 4,5% del fatturato del gruppo (più di 1.000 prototipi di cosmetico e oltre 300 prototipi di integratore realizzati nell’anno passato grazie anche alla partnership con l’università di Padova attraverso lo spin-off UniR&D e alla collaborazione con istituti nazionali e internazionali).

 

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