Filiera

Farmacie di farmacisti ne sono fallite tante, ora tocca anche alle catene di farmacie. La prima a fare flop dopo l’approvazione della 124/2017 è Farmaca Farmacie, società per azioni cui fa capo Farmacie Farmaca, che a sua volta controlla una decina di esercizi sparsi per lo Stivale. A metà mese il Tribunale di Milano ha aperto la procedura fallimentare a carico di entrambe le società e ne ha nominato i curatori, che dovranno ricavare dalla vendita degli asset delle due imprese la liquidità con cui soddisfare i creditori. Il discorso, ovviamente, riguarderà innanzitutto le farmacie del gruppo, sul cui valore però pesano le vicissitudini societarie.

Fa testo il caso della Farmacia Zarri di Bologna così come lo racconta un articolo del Resto del Carlino: l’esercizio ha chiuso lunedì scorso (26 novembre) e promette di riaprire dal 2 dicembre, una pausa motivata ufficialmente da aggiornamenti alla rete informatica. In realtà – scrive il quotidiano – all’origine ci sarebbero proprio le traversie economiche della società controllante, che hanno reso sempre più difficile mantenere i livelli di stock. A gestire la farmacia è una srl, il 99% della quale fa capo da un paio di anni a Farmacie Farmaca (che a sua volta è controllata per il 99,5% da Farmaca Farmacie) e l’1% all’ex titolare.

Lo stesso destino – cioè la chiusura improvvisa, stavolta «per ferie» – è capitato anche a un’altra farmacia bolognese di Farmaca, la Santa Ester, anche questa una srl che – come ha verificato Pharmacy Scanner – Farmacie Farmaca controlla per il 99% e Farmaca Farmacie per la quota restante. Resta invece aperta, almeno per il momento, la terza e ultima farmacia bolognese del gruppo, la Tavernari di via d’Azeglio, una sas in cui Farmacie Farmaca figura come socio accomandatario.

La tela delle partecipazioni incrociate, come fanno capire i casi appena citati, è fitta: Farmaca Farmacie non è soltanto la holding capogruppo, ma detiene a sua volta il 100% della Farmacia Archimede di Milano, l’1% di un’altra farmacia milanese (la Fontana, controllata per il restante 99% da Farmacie Farmaca), di nuovo l’1% della Farmacia Croce Rossa di Catania (anche in questo caso appartenente per la quota rimanente a Farmacie Farmaca) e il 100% di YouFarma, il sito internet della Zarri.

Farmacie Farmaca, inoltre, figura come socio accomandatario di Farmacie Artena sas, cui fanno capo i due esercizi privati dell’omonimo comune di quasi 14mila abitanti, ubicato nella provincia romana. Ed è in questo pezzo di terra che la vicenda del gruppo si fa curiosa: oltre alle due private, nel territorio comunale opera soltanto un’altra farmacia, pubblica, e anche questa fa capo a Farmaca, che tramite Farmacie Artena ne cura la gestione. Nel caso dell’esercizio comunale, poi, il fato è addirittura beffardo: l’esercizio, infatti, aveva riaperto nel marzo scorso dopo tre anni di chiusura forzata a causa di un precedente fallimento, stavolta della società che aveva il municipio per socio di maggioranza.

Si fa invece fatica a mettere a fuoco il numero totale delle farmacie appartenenti alle due Farmaca. Secondo alcune fonti di stampa sarebbero 13 in cinque regioni, ma il sito del gruppo ne conta 11 in quattro regioni e la finestra di Google Map che accompagna l’elenco ne fornisce la geolocalizzazione: oltre a quelle di cui s’è già detto (due milanesi, tre bolognesi, le tre di Artena e la catanese) completano la squadra due farmacie pugliesi: la Manno di Trani e la Cannone di Barletta.

Quanto ai motivi che hanno portato il gruppo al fallimento, qualche indizio sembra fornirlo la “fama” di alcune delle farmacie acquisite: la Zarri, riferiscono per esempio da Bologna, è un esercizio che da lungo tempo soffre una concorrenza fortissima (a poca distanza c’è una delle comunali più note e frequentate della città) e costi in continua crescita. Stessi commenti da Milano per la Farmacia Archimede, i cui utili sarebbero da anni al di sotto di quanto può generare un esercizio di quella taglia. L’impressione, insomma, è che Farmaca abbia concentrato il proprio progetto imprenditoriale sull’acquisizione e rilancio di farmacie “ingolfate”, ma non è riuscita a raggiungere gli obiettivi fissati. Obiettivi ambiziosi, sempre a leggere ciò che c’è scritto sul sito del gruppo: la promessa, formulata probabilmente non più di un anno fa, era quella di mettere assieme 87 farmacie entro la fine del 2019 e 200 per il 2021.

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