Consumatore

Più di un italiano su tre ha ridotto le proprie visite in farmacia durante il lockdown, oltre uno su due invece non ha cambiato abitudini. A rivelarlo un sondaggio su un panel di mille consumatori, statisticamente rappresentativo, condotto da TradeLab per indagare sui comportamenti degli italiani in farmacia durante la fase più acuta dell’emergenza. I dati sono soltanto una prima anticipazione di un’analisi che segmenterà in dettaglio percorsi e scelte di acquisto, ma bastano già per fornire ai farmacisti titolari materiale su cui riflettere.

 

 

Anche perché la grande maggioranza degli intervistati promette di cambiare abitudini da qui a sei mesi: l’84% dice che tornerà a visitare la farmacia con la frequenza di quando covid ancora non c’era, soltanto il 13% invece terrà al minimo i passaggi. «I numeri inducono all’ottimismo» commenta Paolo Bertozzi, partner e ad di TradeLab «però non aspettiamoci che tutto torni com’era prima da un giorno all’altro, così come per magia. Questi dati dicono che il consumatore riconosce alla farmacia un valore importante, per recuperare i suoi clienti però la farmacia deve ora impegnarsi a comunicarlo, questo valore».

La considerazione non riguarda soltanto il tema sicurezza, anche se in un altro sondaggio di diverse settimane fa TradeLab aveva richiamato l’attenzione sul fatto che per un italiano su quattro andare in farmacia incrementa i rischi di contagio. «Non diamo a questi contenuti più importanza  di quanto abbiano» osserva Bertozzi «altrimenti anziché rassicurare si finisce per preoccupare. La verità invece è che la farmacia avrebbe tanto da comunicare: i nostri dati dicono che gli scontrini in farmacia calano ma aumenta il valore medio, in sostanza le persone entrano meno spesso in farmacia ma acquistano di più, quindi si fermano anche di più».

Ne discendono opportunità che andrebbero sfruttate, ma innanzitutto i farmacisti dovrebbero essere attenti a ciò che sta accadendo nelle loro farmacie. «Covid ha indotto il consumatore a cambiare il modo in cui vive e frequenta la farmacia» osserva Bertozzi «il titolare deve cogliere questi cambiamenti e adeguarsi. Ormai non si può più aspettare al banco che entri il cliente con la ricetta, servono strategie proattive che magari facciano uso dei social e delle app. Così come serve un ripensamento degli spazi e delle scelte assortimentali: in molte farmacie le aree di attesa si sono moltiplicate e cominciano già dal marciapiede, ognuna può essere un’occasione per comunicare e parlare al cliente».

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