Per assicurare piena accessibilità e disponibilità delle cure, il Testo unico sulla farmaceutica cui stanno lavorando Parlamento e governo dovrebbe rimuovere ogni differenza tra farmacie fisiche e farmacie online, in modo da consentire anche a queste ultime la dispensazione dei farmaci con obbligo di ricetta. È la richiesta avanzata dall’Eaep, l’associazione europea delle farmacie digitali, nell’audizione organizzata martedì scorso dalla commissione Igiene e sanità del Senato in preparazione dell’esame del ddl delega sul Testo unico. «Senza un aggiornamento del quadro normativo sulla vendita a distanza dei medicinali» scrive l’Eaep nella memoria consegnata al termine dell’intervento «la riforma rischia di risultare incompleta e di non cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale della sanità. Uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’accesso alle cure, infatti, è quello di consentire alle farmacie autorizzate di dispensare a distanza i medicinali per uso umano soggetti a obbligo di prescrizione medica».
Secondo l’associazione (cui aderiscono tra le altre DocMorris, Redcare-Shop Apotheke e Pharmacy2U), il quadro normativo che attualmente contraddistingue il nostro Paese presenta una «contraddizione evidente»: da un lato esclude le farmacie online autorizzate dalla dispensazione del farmaco con ricetta, dall’altro consente alle farmacie fisiche il recapito a distanza di questi stessi farmaci attraverso app e home delivery, «al di fuori di un quadro normativo chiaro e uniforme e dunque con potenziali rischi per la tracciabilità del farmaco e la tutela dei dati personali del paziente».
Per tale ragione, prosegue l’Eaep, il Testo unico «rappresenta l’occasione per riportare queste pratiche (il commercio a distanza dei farmaci con ricetta, ndr) all’interno di un sistema regolato, sicuro e trasparente, evitando distorsioni e garantendo parità di condizioni tra tutti gli operatori». Se tra gli obiettivi che il legislatore italiano si pone con il Testo unico sulla farmaceutica c’è quello di «ricondurre la consegna a domicilio al rispetto dei principi generali che regolano la dispensazione farmaceutica, è allora necessario che assicurare condizioni non discriminatorie per tutti gli operatori della distribuzione, comprese le farmacie online».
Sarebbe invece un errore, osserva ancora la Eaep, «regolamentare l’home delivery dei medicinali con ricetta riservandolo alle farmacie fisiche, secondo il criterio della prossimità (cioè consentendo
al paziente di prenotare il medicinale con prescrizione e riceverlo a domicilio dalla farmacia fisica più vicina)». In tal caso, infatti, verrebbe limitata «artificialmente» la libertà di scelta del cittadino, senza contare che la spedizione della ricetta senza l’appoggio di un sito web autorizzato rischierebbe di imboccare percorsi «che non consentono una tracciabilità adeguata». Infine, recita poi la memoria, aprire il farmaco con ricetta al commercio online significherebbe allinearsi a ciò che già è consentito in otto Paesi Ue (Germania, Olanda, Portogallo, Danimarca, Estonia, Lituania, Svezia e Finlandia) e sarebbe «coerente con il Regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari (Ehds), che promuove l’interoperabilità transfrontaliera delle prescrizioni elettroniche e richiede condizioni di non discriminazione tra canali digitali e tradizionali».

