Telemedicina: due italiani su tre favorevoli alle app diagnostiche, ma uno su due vuole essere visitato di persona dal medico

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Il 65% degli italiani utilizzerebbe un’app per finalità diagnostiche o per il monitoraggio di parametri come il battito cardiaco, anche se più della metà preferisce essere visitato di persona dal medico e il 17% non si fida della telemedicina. La pandemia però ha lasciato il segno: un connazionale su quattro ammette di utilizzare sistemi di prenotazione online più di quanto non facesse prima e il 66% è aperto alle innovazioni che riguardano farmaci e trattamenti. Sono alcune delle evidenze che arrivano dalla ricerca condotta da Deloitte su un campione di oltre seimila cittadini italiani ed europei. Nell’insieme, gli italiani sono consapevoli dell’importanza che innovazione e ricerca rivestono in campo sanitario (concordano 9 intervistati su 10, contro una media di 8 su 10 negli altri Paesi europei), tuttavia soltanto il 6% ritiene che in tale campo il loro Paese sia a un ottimo livello di progressione (vs il 16% a livello europeo).

In particolare, il 38% dei nostri connazionali ritiene che i tempi di attesa per usufruire dei servizi in ambito Salute & Benessere siano troppo lunghi, contro il 26% degli europei. E il 43% (contro una media del 30% all’estero) vorrebbe che nei prossimi 5 anni ricerca e innovazione si concentrassero sullo sviluppo di un’assistenza più veloce ed efficace. Nel complesso, il 72% degli italiani ritiene che sia necessario aumentare l’accessibilità delle cure. «Per affrontare le nuove sfide sociali e sanitarie poste dalla pandemia» commenta Valeria Brambilla, senior partner di Deloitte «il rapporto umano, supportato da soluzioni innovative e tecnologiche, resta un fattore irrinunciabile per i cittadini italiani ed europei».

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