Filiera

Si parla tanto di team management in farmacia e allora guardate i risultati del sondaggio che Cosmetica Italia ha condotto ad aprile – nei padiglioni di Cosmofarma – tra quasi 800 farmacisti (titolari più collaboratori) e addette al reparto beauty.

Alla richiesta degli intervistatori di indicare quali sono gli ambiti in cui è possibile migliorare il consiglio professionale, il 38,1% dei titolari cita il cross selling. Tra i collaboratori dà la stessa risposta soltanto il 20,6%, quasi la metà rispetto ai titolari, e le addette al reparto cosmetica sono ancora di meno, il 10% circa (grafico a destra). Un bello scollamento, non c’è che dire.

Stessa evidenza anche tra coloro che ritengono si debba migliorare il consiglio nell’aderenza terapeutica. I titolari sono il 51% (un po’ più di uno su due, un tasso non proprio entusiasmante), ma i farmacisti collaboratori salgono al 66% e le addette alla cosmetica all’81% (vedi grafico a destra). Possibile che credano al tema più i componenti dello staff che chi dovrebbe guidarli?

Dove si può migliorare il consiglio?

Veniamo alla gestione del reparto cosmetico: alla domanda se le marche che oggi popolano gli scaffali del comparto saranno le stesse anche in futuro, risponde affermativamente il 32,7% dei titolari e il 9,7% delle addette alla cosmetica (vedi grafico a destra). E allora domanda: nella maggioranza delle farmacie c’è confronto e scambio di vedute nel team? Pianificazione e prospettive dei singoli mercati sono oggetto di riflessioni regolari e condivise?
Invita allo stesso dubbio anche la ripartizione delle risposte di coloro i quali hanno espresso la necessità di avere a disposizione nuove marche: tra i titolari sono il 43,6%, tra le addette di reparto poco meno del 60% (grafico a barre non rappresentato).

I brand del reparto cosmetico di oggi saranno anche quelli di domani?

Agli intervistati è stato chiesto di indicare i comparti della farmacia dove sarebbe opportuno migliorare o aggiornare le competenze professionali. Tra coloro che nelle risposte citano l’alimentazione si osservano tassi di risposta allineati che incoraggiano; in altri casi (infanzia, veterinaria, capelli) ritorna uno scollamento talvolta profondo. Va detto peraltro che il sondaggio di Cosmetica Italia, presentato mercoledì 26 giugno nell’incontro di metà anno del Gruppo cosmetici in farmacia con la stampa di settore, non è statisticamente rappresentativo. E va specificato che titolari, farmacisti collaboratori e addette di reparto sono stati scelti a caso tra le corsie di Cosmofarma, dunque le interviste non hanno coinvolto componenti dello stesso team.

Su quali aree pensa che la farmacia dovrebbe orientarsi per migliorare le competenze professionali?

In ogni caso, per gli addetti ai lavori la realtà fotografata dal sondaggio è attendibile. «Le distanze di prospettiva tra titolari e collaboratori che spiccano dal sondaggio di Cosmetica Italia le ho ritrovate in gran parte delle farmacie che negli anni abbiamo seguito» è il commento di Emanuele Mormino, editorialista di Pharmacy Scanner, consulente di coach marketing e management e fondatore di Pharmaway «si tratta di un’evidente criticità perché non si rema nella stessa direzione se non c’è il pieno allineamento di tutti i componenti del team».

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