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Sanofi, nel IV trimestre 2025 vendite +13,3%. Stime positive anche per il 2026

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Sanofi chiude il quarto trimestre del 2025 con una crescita a doppia cifra e guarda al 2026 con indicazioni di ulteriore rafforzamento, sul fronte dei ricavi così come della redditività. I risultati, presentati il 29 gennaio, confermano una fase espansiva trainata soprattutto dai nuovi lanci e dai farmaci di punta nel portafoglio del gruppo. Nel periodo ottobre-dicembre, dice un report del gruppo, le vendite sono cresciute del 13,3% a tassi di cambio costanti, mentre l’utile netto per azione si è attestato a 1,53 euro, in aumento del 26,7% sempre a cambi costanti. Un dato che riflette, secondo il gruppo, una combinazione di crescita del fatturato e controllo dei costi. A livello contabile, l’utile per azione secondo i principi Ifrs risulta invece negativo per 0,66 euro.

Un contributo rilevante è arrivato dai nuovi prodotti, che hanno registrato un incremento delle vendite del 49,4%, raggiungendo 1,1 miliardi di euro. In evidenza soprattutto avapritinib, indicato per la mastocitosi sistemica, e altuviiio, terapia sostitutiva del fattore VIII ricombinante per i pazienti con emofilia A. Continua inoltre la corsa di dupilumab, le cui vendite trimestrali sono cresciute del 32,2% fino a 4,2 miliardi di euro, segnando una chiusura d’anno particolarmente solida. Più debole, invece, l’andamento del comparto vaccini, che registra un calo del 2,5% a 2 miliardi di euro, nonostante performance degli antinfluenzali migliori delle attese.

Sul fronte degli investimenti, le spese in ricerca e sviluppo hanno raggiunto 2,3 miliardi di euro, in aumento del 6,6%, mentre i costi generali, amministrativi e di vendita sono saliti a 2,7 miliardi (+9,6%), a supporto soprattutto dei nuovi lanci commerciali.

Il trimestre ha visto anche progressi significativi nella pipeline: dieci approvazioni regolatorie complessive in immunologia, malattie rare e altre aree terapeutiche, oltre a risultati positivi di fase 3 per amlitelimab nella dermatite atopica e per dupilumab nella rinosinusite fungina allergica. Non ha invece raggiunto l’endpoint primario lo studio di fase avanzata di tolebrutinib nella sclerosi multipla primariamente progressiva. Nel complesso, il gruppo segnala quattro accettazioni di domande regolatorie, cinque avvii di studi di fase 3 e tre designazioni regolatorie, tra cui orphan e priority review.

Sul piano finanziario e strategico, Sanofi ha annunciato l’acquisizione di Dynavax e il completamento di quella di Vicebio, oltre alla conclusione di un programma di riacquisto di azioni proprie da 5 miliardi di euro. Il dividendo proposto è pari a 4,12 euro per azione, in aumento del 5,1%. Tra gli altri sviluppi, figura un accordo con il governo degli Stati Uniti per ridurre i costi dei farmaci mantenendo l’impegno sull’innovazione, e la guida di un gruppo di lavoro di settore sulla valutazione del ciclo di vita biofarmaceutico.

Guardando al 2026, le previsioni indicano una crescita delle vendite a una cifra di fascia alta a tassi di cambio costanti, con un utile netto per azione destinato a crescere leggermente più rapidamente dei ricavi, prima dell’impatto di un nuovo programma di buyback da 1 miliardo di euro. «Nel quarto trimestre, la crescita delle vendite ha accelerato al 13,3%, attestando un’altra forte performance» ha dichiarato il ceo di Sanofi, Paul Hudson «la crescita è stata sostenuta dai nuovi farmaci e da dupilumab, raggiungendo un nuovo massimo trimestrale». Hudson ha ricordato anche che «nel 2025 abbiamo realizzato un anno forte di crescita di valore» e ha ribadito le aspettative per l’anno in corso: «Nel 2026 prevediamo che le vendite crescano di una percentuale a una cifra di fascia alta e che l’utile netto per azione cresca leggermente più velocemente delle vendite. Prevediamo che la crescita di valore continuerà per almeno cinque anni».

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