Cvc Capital Partners, fondo britannico di private equity, ha presentato una manifestazione d’interesse non vincolante per acquisire il 100% di Recordati (di cui è già azionista di riferimento con circa il 47%) con l’obiettivo dichiarato di procedere al delisting.
L’offerta indicativa valuta il gruppo circa 10,9 miliardi di euro, con un prezzo di 52 euro per azione (cum dividend). La società ha confermato di aver ricevuto la proposta nella serata del 25 marzo, precisando che si tratta di un’iniziativa preliminare, subordinata a condizioni rilevanti: due diligence, reperimento delle risorse finanziarie e individuazione di eventuali partner coinvestitori. Il dossier non è ancora stato esaminato dagli organi sociali.
L’operazione arriva in un passaggio simbolico per Recordati, che nel 2026 celebra il centenario, ma soprattutto dopo un decennio di crescita sostenuta. Il gruppo ha chiuso il 2024 con ricavi per circa 2,6 miliardi di euro e un posizionamento sempre più marcato nelle specialità e, in particolare, nelle malattie rare. In questa direzione si inserisce l’acquisizione di Eusa Pharma nel 2021, che ha rafforzato il portafoglio con asset ad alto valore, tra cui Iturisa (osilodrostat) per la sindrome di Cushing, indicato dagli analisti come uno dei driver di crescita con potenziali vendite di lungo periodo rilevanti.
Dal punto di vista industriale, un eventuale passaggio sotto il controllo totale di Cvc potrebbe aprire una nuova fase strategica, con maggiore flessibilità finanziaria e operativa tipica dei gruppi non quotati. Il private equity è già presente nel capitale dal 2018 e ha accompagnato il percorso di espansione internazionale, ma il delisting consentirebbe una gestione meno esposta alle pressioni di breve periodo dei mercati e più orientata a operazioni straordinarie, incluse ulteriori acquisizioni mirate.
Il contesto, del resto, è favorevole a questo tipo di mosse. Negli ultimi anni i fondi hanno aumentato l’esposizione nel pharma europeo, attratti da pipeline specialistiche, margini elevati e dinamiche demografiche favorevoli. In parallelo, le valutazioni di Borsa di alcune mid-cap farmaceutiche vengon considerate contendibili rispetto al valore potenziale degli asset, soprattutto in segmenti come le malattie rare e i farmaci specialistici. Al momento, comunque, la partita è solo all’inizio. Come ha precisato la stessa Recordati, «la manifestazione di interesse è non vincolante, soggetta a molteplici condizioni» e la società «non ha ancora valutato la proposta nell’ambito degli organi sociali».
