QBerg: online, out of stock come marzo torna la sfida degli approvvigionamenti

Filiera

Si capisce anche dalle rotture di stock che il mercato online della salute è tornato ai volumi della prima emergenza. Ne dà conto il report elaborato da QBerg – società leader nei servizi di price intelligence e analisi delle strategie assortimentali cross-channel – sulla base dei dati provenienti da un panel di undici siti online specializzati nella vendita di farmaco ed extrafarmaco: nella settimana che va dal 2 all’8 novembre – la 45ª del 2020 – la percentuale di “out of stock” osservata nel campione ammonta al 16,3%. In altri termini, ogni cento prodotti commercializzati dalle farmacie online, poco più di 16 risultano “indisponibili” (ossia sono segnalati con una delle indicazioni abitualmente utilizzate in questi casi: esaurito, non disponibile, avvisami eccetera).

 

L’out of stock sui siti di e-commerce del comparto consumer health

 

L’incidenza, osserva QBerg, è superiore di un punto percentuale alla media rilevata nella settimana 11, ovvero la prima del lockdown di marzo. Non solo: l’andamento lascia capire che nelle prossime settimane il volume degli “out of stock” potrebbe crescere ulteriormente. Saremmo di fronte a una replica di quell’impennata delle indisponibilità che all’inizio di quel mese fece premonire lo «tsunami logistico» in cui sarebbero poi incappate le farmacie online e gli altri siti del comparto consumer health.

«I numeri pubblicati l’altra settimana da Netcomm, che riportano per le farmacie online una crescita del giro d’affari dell’87% rispetto al 2019» è il commento finale di QBerg «autorizzano senz’altro a parlare di opportunità. Ma va tenuta nella dovuta considerazione anche la sfida degli approvvigionamenti, pena il rischio di trovarsi impreparati a una nuova impennata della domanda».

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