Nuovi servizi diagnostici nelle farmacie italiane. Ne parliamo con Andrea Ravera di Gr Farma

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Farmacie e Point Of Care Testing, un trend in crescita che vede le farmacie territoriali sempre più erogatori di servizi (veri) per il cittadino.

Cresce l’attenzione del farmacista verso le proposte di nuovi screening di prevenzione e servizi di diagnostici rivolti ai cittadini e sempre di più la popolazione si dimostra interessata a effettuare esami di prevenzione e di screening nei punti vendita già attrezzati.

Ne parliamo con Andrea Ravera, Direttore Commerciale di Gr Farma, azienda partner di alcune delle più importanti multinazionali del settore farmaceutico orientata ad offrire sempre più opportunità alle farmacie italiane.

Andrea, come nasce la vs proposta di Point Of Care alle farmacie?

Se pur il nostro modello di business prevede principalmente attività commerciale su prodotti di natura differente (farmaci e dispositivi medici principalmente), negli ultimi anni abbiamo iniziato a guardare al futuro con molta attenzione verso la farmacia dei servizi, sempre con un approccio differenziante rispetto a ciò che oggi propone il mercato.

La pandemia ha sdoganato alcuni limiti che impedivano la crescita e lo sviluppo di questo segmento e, Inoltre, il timore dei contagi nei momenti di larga diffusione del virus ha psicologicamente (e fisicamente) frenato per molto tempo i consumatori interessati a questi servizi e le farmacie stesse.

Oggi possiamo dire che queste attività sono ripartite con uno sviluppo ancora più rapido e con un livello di attenzione maggiore sia da parte delle farmacie che della popolazione.

Come si concretizza la vs proposta di Point Of Care alle farmacie?

Abbiamo avviato una stretta collaborazione con Menarini Diagnostics della quale siamo partner in questo progetto di diffusione dei servizi e che ha una esperienza molto ampia in tema di POCT.

Tutto parte da una analisi dei servizi già offerti dalla farmacia e l’individuazione degli esami di maggiore interesse per i cliente finale.

Viene offerta inizialmente la possibilità di organizzare una o più giornate di prevenzione per i clienti della farmacia nei quali sarà possibile comprendere il potenziale del device che proponiamo ed il valore dei servizi offerti.

In questo momento per esempio stiamo proponendo giornate di screening per individuare la carenza di  VITAMINA D nel sangue e stiamo riscontrando molto interesse.

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Andrea, è noto il fatto che i farmacisti sono quotidianamente molto impegnati al banco ed hanno effettivamente poco tempo per dedicarsi ad attività collaterali come quella del Point Of Care.

Come affrontate questo tema?

Innanzitutto forniamo loro strumenti di visibilità per pubblicizzare i servizi all’interno del punto vendita e generare traffico e adesioni.

C’è la possibilità anche di fornirgli una app in grado di automatizzare la gestione degli appuntamenti, anche se ormai moltissimi nostri clienti sono già super organizzati dopo l’esperienza dei tamponi Covid.

Lo strumento utilizzato per le analisi è davvero di facile gestione e questo è uno dei fattori vincenti se consideriamo l’enorme mole di lavoro che il team di una farmacia deve affrontare quotidianamente.

L’obiettivo è non gravare sui farmacisti al banco e predisporre nell’area delle analisi un operatore (anche questo potenzialmente da noi individuato) che provveda a effettuare gli screening in autonomia.

Parliamo di analisi effettuate tramite prelievo da sangue capillare che durano mediamente 12 minuti e questo consente di poter programmare queste giornate di prevenzione prevedendo un afflusso significativo.

Che tipologia di esami proponete?

Gli esami proposti non sono solo quelli classici che già oggi vengono offerti anche da altri operatori ma abbiamo voluto fortemente differenziare l’offerta per essere competitivi e lungimiranti.

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Grazie a questi eventi, i clienti delle farmacie possono programmare controlli periodici per la prevenzione delle principali patologie e, contestualmente, hanno un importante risparmio del tempo che avrebbero impiegato presso i centri territoriali notoriamente presi d’assalto e spesso affollati.

Secondo la vostra esperienza, non potrebbe nascere un conflitto tra la classe medica e le farmacie relativamente all’erogazione di questi servizi?

Al contrario! Negli ultimi anni stiamo assistendo al diradamento del numero dei medici territoriali e ad un aumento delle farmacie organizzate per effettuare esami diagnostici preventivi e di controllo e questo ha fatto nascere anche delle ottime collaborazioni tra le due categorie.

E’ evidente che anche ai medici stessi è molto utile avere un alleato che possa sgravare il lavoro con degli screening territoriali di primo livello.

Pensiamo, per esempio, ad uno degli ultimi esami che stiamo proponendo, l’MxA/CRP.

Questa analisi (effettuata tramite il prelievo di una goccia di sangue capillare) è in grado di effettuare una discriminazione, in soli 12 minuti, tra una Infezione Virale ed una infezione Batterica.

Le infezioni resistenti ai farmaci sono sempre più diffuse e L’OMS ha stimato in un recente rapporto che globalmente solo il 50% degli antibiotici viene utilizzato correttamente ed il 30% delle prescrizioni antibiotiche sono inutili.

Se consideriamo il battage mediatico sul tema dell’uso appropriato degli antibiotici, pensiamo quanto questo esame fatto in farmacia potrebbe essere utile.

Altri esempi su esami differenti da quelli classici?

Di recente abbiamo iniziato a promuovere un esame per la diagnosi precoce dell’Artrite Reumatoide.

In Italia l’AR è una malattia diffusissima, colpisce 1 persona ogni 250 abitanti, oltre 5 milioni di abitanti affetti da questa condizione.

E’ una patologia che colpisce in genere le piccole articolazioni di mani e piedi ed interessa soprattutto le donne di età compresa tra i 40 ed i 50 anni.

Perché è così importante la diagnosi precoce di questa malattia?

Innanzitutto va detto che, nei casi più gravi, questa malattia può portare anche a danni irreversibili, fino alla disabilità.

Per il 90% dei pazienti la diagnosi precoce ed il trattamento dell’AR hanno dimostrato di prevenire e sostanzialmente rallentare la progressione del danno articolare.

Con delle giornate di prevenzione organizzate in farmacia si potrebbero intercettare tantissime persone predisposte alla patologia ma ancora inconsapevoli e questo sarebbe davvero una grande risultato.

Un aspetto importante è sicuramente l’entità dell’investimento che la farmacia dovrebbe fare per attrezzarsi con l’evidente rischio di non riuscire ad ammortizzarlo. Cosa prevede la vostra proposta?

Al momento stiamo proponendo solo ed esclusivamente l’organizzazione di giornate di prevenzione affinché i nostri clienti possano operare senza nessun rischio economico e rendersi conto del valore del progetto.

Acquistano i test solo dopo aver organizzato gli appuntamenti, mentre la strumentazione la mettiamo noi.

Successivamente, dopo aver testato il potenziale, verificato la semplicità di utilizzo ed acquisito un po’ di numeri, allora possono valutare l’acquisto con diverse formule.

Lo scopo è quello di dare loro la possibilità di erogare servizi che fidelizzino i clienti, creino traffico e diano un valore reale di prevenzione alla salute.

Inoltre, in questo momento, tra gli investimenti previsti dal PNRR e la defiscalizzazione degli acquisti legati alla legge 4.0, l’eventuale investimento sul device avrebbe un impatto di costo davvero minimo.

Grazie Andrea, non ci resta che vedervi all’opera.

Ringraziamo noi di Gr Farma la redazione di Pharmacy Scanner per averci dato la possibilità di raccontare questo importante progetto.

Invitiamo chiunque sia interessato a conoscere meglio queste attività a mettersi in contatto con noi  scrivendoci a info@grfarma.com e speriamo di poter sensibilizzare più farmacie possibili all’importanza di offrire questi servizi che riteniamo siano davvero molto utili.

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