Filiera

Sulla plancia del Monopoli apparecchiata dalla Legge 124/2017 scatta in corsia di sorpasso la pedina di Farmacie Italiane, la newco controllata da F2i cui fanno capo le 11 farmacie e le 12 parafarmacie cedute a novembre dal gruppo Farmacrimi. Nei giorni scorsi, la compagnia ha messo in carniere la sua dodicesima farmacia, un esercizio di Roma (dove ha sede anche il resto dei punti vendita) ben posizionato in zona Eur. A quanto risulta si tratta del primo acquisto dalla costituzione della newco, cui potrebbero presto seguirne altri perché la società starebbe girando per la Capitale in cerca di farmacie e parafarmacie.

Se fosse, nulla di cui stupirsi: quando a dicembre venne ufficializzata la nascita di Farmacie Italiane, per il 61,2% di F2i e per il 37,5% di Farmacrimi, fu detto a chiare lettere che tra gli obiettivi della newco c’era quello di accrescere in pochi anni il fatturato da 110 a oltre 500 milioni di euro, attraverso nuove aperture e acquisizioni. Piuttosto, a rendere quanto mai interessanti le mosse a venire della compagnia è il fatto che il suo azionista di riferimento – F2i, che sta per Fondi italiani per le infrastrutture – è una società di gestione del risparmio interamente partecipata da investitori istituzionali. Tra i primi tre soci, in particolare, figurano due banche (Intesa San Paolo e Unicredit) ma soprattutto c’è Cassa depositi e prestiti, la società per azioni (che di fatto opera come una sorta di banca pubblica) controllata all’83% circa dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Da cui un singolare paradosso: mentre il ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite Cdp e F2i, si lancia nel business delle farmacie, il ministero della Salute si scaglia contro la presenza del capitale nella proprietà degli esercizi farmaceutici e auspica paletti severi che mantengano la proprietà nelle mani dei farmacisti.

In attesa degli sviluppi, tanto vale aggiornare i conteggi anche per Hippocrates Holding, che ormai conta 50 farmacie nel proprio recinto. Tra gli ultimi acquisti merita di essere menzionata la storica farmacia Foglia di Milano, in zona Porta Romana, a due passi dal Policlinico e a un paio di fermate di metropolitana dal Duomo, ma più in generale quello che vale davvero la pena registrare è una rinnovata attenzione del mondo della finanza per il business della farmacia. «L’interesse è alto» conferma Giuliano Guandalini, socio fondatore dell’omonimo studio di commercialisti «oltre ai soliti player già noti vi sono molte iniziative per acquistare che nascono tra i farmacisti, ma negli ultimi tempi registriamo una ripresa di interesse anche da parte di merchant bank e fondi».

La plancia del Monopoli, insomma, rischia di farsi affollata e non è detto che la cosa spiaccia a tutti i farmacisti titolari. «In giro avverto sfiducia» conferma Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite «molti farmacisti fanno fatica a guardare al futuro con ottimismo e così c’è chi si fa prendere dalla voglia di vendere, soprattutto se non ci sono figli o parenti intenzionati a subentrare».

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