Il fatturato cresce del 10% e tocca i 1.430 milioni di euro, per una quota di mercato del 12%. E l’utile netto arriva a 2 milioni, cui vanno aggiunti 23 milioni di euro in premi e maggiori sconti distribuiti ai farmacisti soci e clienti. Sono le cifre chiave del consuntivo 2018 di Cef, approvato la settimana scorsa dall’assemblea della Cooperativa. Come in tutti i bilanci, non sempre i numeri relazionano fedelmente su attività e strategie e allora provvede il presidente di Cef, Vittorino Losio, a “leggerli” per Pharmacy Scanner.

Presidente, qual è l’immagine del gruppo bresciano che esce dal consuntivo 2018?
I numeri dimostrano che la nostra Cooperativa è a mutualità prevalente e lavora per il bene della Farmacia Socia, alla quale garantiamo ottime condizioni di acquisto e tanti vantaggi grazie al nostro potere contrattuale. Dai numeri emerge chiara anche la nostra capacità aggregativa, visto che le nostre reti, FarmaciaINsieme e +bene, continuano a crescere e annoverano in due più di 1.650 farmacie socie in tutta Italia.

Le catene del capitale continuano ad acquisire farmacie a passo lento ma costante, molti farmacisti titolari non sanno se cedere alle loro lusinghe o tenere duro e continuare a credere nella professione. Lei, da farmacista, quale consiglio si sente di dare?
Da farmacista non posso che dire: colleghi, dateci il fatturato delle vostre farmacie e sosteneteci, perché noi in cambio vi diamo la Cooperativa. Dico questo perché la Cooperativa garantisce, insieme all’intero sistema mutualistico, la salvaguardia delle nostre farmacie. Faccio un esempio: in questi giorni in Veneto c’è stato il rinnovo dell’accordo regionale sulla dpc e il sistema cooperativo, attraverso Federfarma Servizi, ha combattuto per lasciare alle farmacie più risorse rispetto a quanto proposto da altre sigle. Lo stesso è accaduto nel 2017 in Puglia, dove nella trattativa sul Pht ci siamo schierati dalla parte delle farmacie e abbiamo lasciato loro una quota aggiuntiva di 0,46 euro a pezzo sul compenso fisso. Nel triennio 2017-2019 sono state movimentate 7,5 milioni di confezioni in Puglia, che hanno consentito alle farmacie di quella regione di incrementare i guadagni di 3.450.000 euro. Quando i titolari fanno un ordine e guardano il miglior prezzo a video, si ricordino che Cef distribuisce a fine anno un premio fedeltà di cui non c’è traccia sul monitor, quindi facciano attenzione a raffrontare. In più si ricordino i motivi che alla fine degli anni ’30 hanno spinto i nostri nonni e i nostri padri a fondare la cooperativa: salvaguardare le nostre aziende dalle derive di mercato. Per tornare alla sua domanda sui capitali, devo dirle che oggi è indispensabile guardarsi da chi compra farmacie solo per fini meramente finanziari: la cooperativa è l’unico strumento che possa garantire la libertà e l’indipendenza delle nostre farmacie.

Quali sono gli interventi che Cef sta mettendo o metterà in campo per irrobustire la farmacia indipendente di fronte alla crescente concorrenza delle catene del capitale?
Prodotti a marchio, format, tecnologia, Crm, campagne di marketing, servizi al cittadino, presa in carico del paziente con sistemi tecnologici all’avanguardia, e-commerce tramite click&collect, maggiore partnership con l’industria e fare sempre più squadra con i Soci, perché noi tutti insieme, siamo imbattibili.

Tra i fenomeni che stanno emergendo, c’è quello che vede diverse aziende dei farmacisti acquisire un nucleo di farmacie di proprietà da usare anche come “banco di prova” per nuovi progetti di lay out, comunicazione, logistica e altro ancora. E’ anche la strategia di Cef? E’ forse una necessità legata al fatto che in quest’epoca di continuo cambiamento dei gusti e delle tendenze del consumatore, occorre testare sempre nuove formule e soluzioni di vendita?
E’ proprio così: oggi il consumatore è sempre più preparato, esigente e informato. Creare una shopping experience accattivante è fondamentale, perché i nuovi modelli di business sperimentati in altre forme di retail lo portano a ricercare lo stesso tipo di esperienza anche in farmacia. Noi dobbiamo farlo mettendo sempre al primo posto la nostra professionalità, così come la salute e il benessere dei nostri clienti-pazienti. Stiamo studiando un format dal quale tra breve scaturirà il nostro primo flagship store. In questa “farmacia-portabandiera” studieremo le tecnologie più utili a soddisfare le esigenze dei nostri clienti. Noi abbiamo una grande responsabilità, perché ogni giorno entrano nelle nostre farmacie socie più di mezzo milioni di italiani. Siamo la prima cooperativa del nostro paese e il  baluardo in difesa della farmacia italiana, così come è oggi.

Quali sono i programmi per le farmacie comunali di Sesto San Giovanni, che avete acquisito nell’autunno scorso?
Le abbiamo inserite nel network +bene, in modo che abbiano le nostre migliori condizioni di fornitura. Il nostro network evoluto sta crescendo nei numeri e nelle performance. Nei primi mesi del 2019 la farmacia media +bene cresce a valori del 3% contro l’1,7% del benchmark di riferimento, nel commerciale registriamo un + 3,7% contro il +1,4% del mercato. Vendiamo più pezzi delle altre farmacie, abbiamo maggiori scontrini con una forbice di oltre un punto percentuale e questo perché le nostre attività di marketing creano traffico in farmacia e i clienti si fidelizzano al nostro network.

Se e come verranno integrate le farmacie di proprietà nelle vostre reti, +bene e FarmaciaINsieme?
La nostra azienda ha creato una società che si chiama Holding Farmacie, con le quale acquisiamo e gestiamo le farmacie di proprietà. A oggi annoveriamo una quarantina di esercizi sparsi tra il Lazio e la Lombardia. Questa strategia era inevitabile, perché come le dicevo prima non possiamo permettere che le farmacie cadano nelle mani dei gruppi gestiti dai fondi di investimento “laici”, che acquisiscono per mera logica speculativa. Cef è una garanzia, perché è una società totalmente gestita da farmacisti, che opera nell’interesse e per la tutela della farmacia libera e indipendente. Vantiamo in portafoglio due livelli di affiliazione differenti: il primo livello, FarmaciaINsieme, conta 1.300 farmacie ed è una rete che definiamo “light”. Il suo posizionamento è rivolto a quelle farmacie che vogliono mantenere una forte autonomia gestionale, ma al contempo preferiscono demandare a una centrale una serie di attività di marketing come campagne commerciali e giornate di prevenzione, screening o educazione alla salute. Il secondo livello, +bene, è  il nostro network più evoluto, conta 351 aderenti ed è basato su una delega più forte alla centrale. Il farmacista che aderisce gode di un listino di quasi 9mila prodotti a video a condizioni vantaggiose ed è comprovato che chi è aggregato a questa rete ottiene una scontistica media più alta, beneficia di una sensibile riduzione delle scorte di magazzino con una conseguente maggiore liquidità e vende di più. Le best performer raggiungono un margine operativo lordo del 40%. Anche i dati del primo semestre 2019 ci dicono che le farmacie +bene stanno andando meglio del mercato, grazie alla loro capacità di attrazione dei clienti e di fidelizzazione, come le enunciavo prima. Usiamo tutti i sistemi moderni, come il Crm con la nostra carta fedeltà di circuito o la comunicazione su carta stampata o Facebook per creare drive to store verso le farmacie del gruppo. Una rete funziona se è partecipata dal basso e se il farmacista non resta arroccato nella sua farmacia, ma anzi si affida alla sua cooperativa che fa i suoi interessi. Noi condividiamo tutto con i nostri soci grazie a meeting periodici che svolgiamo sui territori in cui siamo presenti.

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