Logistica conto terzi: crescono le spedizioni alle farmacie e fa capolino l’home delivery

Filiera

L’home delivery di farmaci e prodotti per la salute comincia a essere un puntino anche sui radar della Contract logistic healthcare, la logistica conto terzi del settore sanitario: nel primo quadrimestre del 2020 le spedizioni dirette al domicilio dell’acquirente finale sono uscite dall’invisibilità dello “zero virgola” per toccare l’1% del totale, una quota ancora marginale ma dalla «rilevanza non trascurabile». Il dato arriva dall’indagine sulla logistica nel settore healthcare realizzata dell’Osservatorio contract logistics del Politecnico di Milano in collaborazione con il Consorzio Dafne.

Presentata il 19 gennaio in un convegno online dedicato al tema, la ricerca ha fornito una misura fedele del contributo assicurato dai terzisti della distribuzione farmaceutica durante la prima emergenza pandemica: nei primi quattro mesi dell’anno le spedizioni assicurate dal comparto sono cresciute del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, anche se è calato il numero dei colli gestiti (-1,7%). Un quarto dei flussi logistici ha ormai per terminale le farmacie del territorio (25%), un altro quarto abbondante i grossisti della filiera farmaceutica (28%), la metà circa gli ospedali (46%). Chiude con l’1% la già citata consegna domiciliare, che – avverte l’Osservatorio – unita «al boom delle spedizioni dirette alle farmacie dai magazzini dei depositari, spinge al rafforzamento dell’ultimo miglio, ossia il tratto della filiera logistica che arriva nelle case dei consumatori».

Risulta nettamente polarizzata anche la ripartizione geografica dei flussi: oltre due terzi (72%) hanno per punto di origine la Lombardia, con il Lazio in seconda posizione ma ben distanziato (15,8%). «Questa concentrazione» scrive l’Osservatorio nella nota in cui riferisce dell’indagine «si deve al fatto che nella maggior parte delle aziende farmaceutiche sono presenti modelli distributivi in cui coesistono due centri di distribuzione, localizzati prevalentemente in Lombardia e Lazio, per servire le regioni settentrionali e quelle centro-meridionali». Le due regioni, poi, sono anche le prime destinazioni dei flussi gestiti dalla Contract logistic – ricevono rispettivamente il 20% e il 12% dei prodotti – seguite da Campania, Emilia Romagna e Veneto con percentuali comprese fra il 7% e l’8%.

Tra il 2018 e il 2019, poi, il comparto ha fatto sforzi importanti per migliorare le proprie capacità di trasporto a basse temperature: nell’arco dei due anni, sono cresciuti dall’1% al 2% i prodotti movimentati a temperature sotto lo zero, e dal 9% all’11% quelli gestiti fra 2° e 8°C, anche se resta maggioritaria la quota di prodotti distribuita a temperature comprese fra 9° e 25° (85% nel 2019). «Per migliorare ulteriormente la gestione delle temperature così come visibilità e monitoraggio dei prodotti» scrive ancora l’Osservatorio «gli operatori stanno puntando su una crescente digitalizzazione della filiera, con sperimentazioni che coinvolgono le tecnologie Blockchain e Rfid (sistema di identificazione a radiofrequenze)». Inoltre, si diffondono soluzioni collaborative per ottimizzare scorte e approvvigionamenti, oltre a materiali innovativi per il packaging.

«Dalla ricerca emerge un forte sviluppo della terziarizzazione e della Strategic Contract Logistics nel comparto del farmaco» tira le somme Lorenzo Prataviera, ricercatore senior dell’Osservatorio Contract logistics e responsabile del tavolo di lavoro sul comparto Healthcare «la logistica ospedaliera presenta ampi margini di miglioramento e alle farmacie arrivano in quota sempre più rilevante prodotti diversi dai farmaci come alimenti per l’infanzia, integratori e cosmetici. Infine, l’innovazione digitale offre sempre maggiori possibilità per tracciare e dare visibilità ai flussi, anche in ambito ospedaliero».

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