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L’impiego ideale? Quello che bilancia vita e lavoro e ha “capi” che motivano e promuovono

Extracanale

L’impiego ideale? A tempo indeterminato, in un’azienda di medie dimensioni (grande e piccola ricevono quasi lo stesso numero di preferenze) che abbia tra i benefit formazione e avanzamento di carriera, sia trasparente, curi il team building e riconosca il merito. È l’identikit che disegna la survey condotta da PageGroup su un campione di cinquemila professionisti (occupati e non) in tutta Europa. L’indagine è ad ampio raggio e abbraccia un ampio ventaglio di comparti (finanza, servizi legali, marketing, retail, sanità, digital e via a seguire) dunque non scatta una fotografia dettagliata dell’universo farmacia. Tuttavia, le evidenze che emergono dai numeri possono offrire diversi spunti di riflessione anche ai farmacisti titolari e ai responsabili risorse umane di network e catene, per formulare al meglio le loro offerte d’impiego.

 

Tipo di occupazione

L’80% degli intervistati preferisce un contratto a tempo indeterminato. Un terzo (34%) dichiara di desiderare un impiego temporaneo oppure ad interim, mentre il 15% non ha preferenze in merito.

 

Dimensione dell’azienda

Ai partecipanti è stato chiesto di scegliere le dimensioni ideali dell’azienda per cui lavorare: le preferenze sono distribuite in modo piuttosto omogeneo, con il 41% che propende per una media impresa, il 30% che preferisce una grande azienda e il 25% che gradisce le piccole.

 

I benefit preferiti

Il 71% degli intervistati cita formazione e avanzamento di carriera tra i benefit più apprezzati al momento dell’assunzione. Seguno l’assistenza sanitaria privata per la famiglia (51%), benefici finanziari (35%), l’autovettura aziendale (ancora 35%) e device aziendali come smartphone o tablet (34%).

 

Valori e priorità

Il 93% degli intervistati ritiene che la trasparenza aziendale rappresenti un ingrediente essenziale. Inoltre, le aziende che credono nei talenti e alimentano la crescita di carriera sono molto apprezzate. Infine, in tempi di covid e smartworking, non è una sorpresa che l’88% degli intervistati ponga l’equilibrio vita-lavoro come uno dei capisaldi del “lavoro dei sogni”. Alcuni aspetti che un tempo erano importanti assumono ora meno rilevanza per i dipendenti rispetto a qualche anno fa. Per esempio, il 70% degli intervistati ritiene importante che le aziende offrano uffici accoglienti e una dotazione moderna. Per quanto riguarda le attività di Team Building, il 63% le ritiene una priorità, ma questo numero sale al 71% se si considerano persone con meno di due anni di esperienza.

 

Il management

Nel posto di lavoro ideale è richiesta la presenza di manager dotati di leadership. Il “capo” perfetto è una guida, un mentore che può ispirare e motivare i dipendenti perché esprimano il loro potenziale (vedi grafico accanto). Per la maggior parte degli intervistati (58%) il manager dev’essere capace di mostrare la giusta riconoscenza, che è sinonimo di promozione o, almeno, di un aumento di responsabilità. Anche una ricompensa in termini di denaro è molto apprezzata per un lavoro ben fatto. È tuttavia interessante notare che il 49% degli intervistati afferma che una forma di riconoscenza molto apprezzata è l’ascolto diretto da parte del manager. I difetti più detestati in un leader, invece, sono resistenza al cambiamento (43%), mancanza di skill organizzative (38%), critiche ai membri del team in pubblico (37%).

 

Chiude il tema delle dimissioni: più di sette intervistati su 10 (73%) dichiarano di avere lasciato volontariamente un impiego almeno una volta nella loro vita lavorativa. Il 41% dice di averlo fatto per acquisire maggiori responsabilità e dare un’accelerazione alla propria carriera, il 36% era semplicemente alla ricerca di un cambiamento. Altri fattori (citati da circa il 20% degli intervistati per ciascuna voce): il desiderio di migliorare la retribuzione e i benefit, la sensazione di non condividere i valori dell’azienda, motivi personali. Il 36% degli intervistati dice di avere dato le dimissioni senza disporre già di un nuovo impiego almeno una volta nella vita. Più di un intervistato su quattro (28%) rivela di avere lasciato un lavoro e di essersene poi pentito. Il 69% degli intervistati afferma di essere tornato a lavorare da uno dei propri ex datori o che prenderebbe in considerazione l’idea. Il 51% ha dichiarato che la nuova azienda non era quella che si aspettava o sperava di trovare, il 18% ha sentito la mancanza dei suoi ex colleghi.

Per consultare le altre sezioni della ricerca, è possibile richidere un .pdf da questa pagina.

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