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Si parla tantissimo in questi giorni di farmacie in mano al capitale e di nuovi scenari. Ma non bisogna fare di ogni erba un fascio, perché spesso questo mercato così strano annovera anche storie davvero interessanti. Dove non sono i poteri forti a imperare, ma è l’unione di singoli capitali che consente iniziative poi di valenza professionale. In questo breve articolo desidero raccontarvi quella di due giovanissimi ragazzi che, spinti dalla voglia di mettersi in gioco, decidono di acquistare una farmacia in Toscana.

Sara Tarantello, farmacista, e Paolo Monaco, ingegnere, nemmeno trentenni acquistano la Farmacia Giglioli di Campi Bisenzio. Una buona farmacia passata di mano dalla storica gestione dei precedenti farmacisti a una nuova gestione che assume Sara come dipendente. Questa gestione durerà poco, poiché Paolo e Sara, intravedendo la possibilità di rilevarla, si fanno avanti sino a determinarne l’acquisto. La farmacia all’epoca era la tipica espressione di un’attività decisamente spostata sull’etico, con un team storico molto abile nel gestire la ricetta, ma poco abituato ad allargarsi su altri reparti.

Intraprendere questa nuova avventura con tanto entusiasmo e poca esperienza secondo loro necessitava di un aiuto, quindi mi propongono di fargli da coach per affrontare la competizione. Ma prima ancora del mio intervento, i ragazzi coscienti che era necessario far percepire in modo deciso alla comunità il cambio di marcia, in un paese dove c’è l’importante  presenza di comunali, ristrutturano il punto vendita, mettendosi così sul groppone altri impegni finanziari.

Si comincia sin da subito con un intenso processo formativo per il team, poiché Sara desidera dimostrare che è il farmacista a fare la differenza, palesando – seppur giovane – una capacità di gestire il cliente pari a quella di una farmacista ben navigata. La sua impronta si vede subito, il team affascinato da un entusiasmo contagioso comincia a liberarsi dal vecchio camice e ne mette uno tutto nuovo, capace di attrarre sempre più consumatori, creando anche con la clientela storica un nuovo rapporto di fiducia.

La crescita della farmacia è davvero importante, favorendo nuove assunzioni di farmaciste giovanissime, ma con valori allineati a quelli dell’Azienda. La farmacia diventa un cantiere sempre “working progress”: tutto cambia e si trasforma evolvendosi, così come si evolvono le esigenze di una clientela sempre più stimolata dalla gestione professionale dei propri bisogni.

La gamma si adatta alle esigenze ampliando i reparti ritenuti strategici, ai quali vengono abbinati servizi e campagne di sensibilizzazione. Il team è organizzatissimo con ruoli e mansioni ben chiare, garantendo ai titolari di poter gestire al meglio l’Azienda, in un clima di vera famiglia, dove anche il figlio  Federico di pochi mesi viene adottato a pieno titolo da tutte le collaboratrici. Ma l’obiettivo più importante che è stato raggiunto è il riconoscimento come punto di riferimento della comunità, che quotidianamente dimostra nei confronti della Farmacia Giglioli attaccamento e riconoscenza. I tanti sacrifici e le nuove strategie, tra le quali non ci sono gli sconti a iosa, hanno permesso una crescita che in questi due anni supera il 50% con un trend ancora in fortissima ascesa.

Paolo da ingegnere si è trasformato in un abilissimo imprenditore che gestisce con cura le finanze dell’Azienda, non fermando mai gli investimenti che stimolano la crescita. Ha studiato con impegno e dedizione il controllo di gestione che gli permette di monitorare tutto e di ottimizzare gli acquisti per recuperare preziosi punti in termini di marginalità.

Quali le conclusioni di Sara e Paolo? «Per noi è un periodo davvero magico. In un lasso di tempo brevissimo abbiamo coronato tantissimi sogni personali e professionali: ci siamo sposati, abbiamo avuto un figlio e stiamo vedendo crescere la nostra Azienda in modo importante. Ci siamo resi conto di quanto siano importanti l’impegno e la passione, ma è il metodo a fare la differenza. Ogni giorno la nostra curiosità ci permette di imparare cose nuove e di sperimentarne altre con l’aiuto di una squadra eccezionale che ringraziamo quotidianamente. Avere un coach ci ha insegnato a non avere paure e pregiudizi, soprattutto che non importa se si sbaglia, anzi è proprio dagli errori che abbiamo imparato le cose più importanti. Siamo stati contattati da diversi gruppi con proposte molto interessanti, ma ad oggi riteniamo che la nostra farmacia sia un bene troppo prezioso».

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