Le catene sommano il 14% delle farmacie e il 17% del mercato, Hippocrates vicina a 300

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Le catene reali o virtuali riuniscono il 14% delle farmacie italiane ma per quota di mercato rappresentano ormai il 17% del canale. La fotografia arriva dai dati che Francesco Cavone, director strategy retail & pharmacy di Iqvia, ha presentato giovedì 31 dicembre alla terza edizione di The Network Road, il workshop con cui ogni anno la rivista iFarma punta la lente sul mondo delle aggregazioni. L’evidenza di maggiore peso riguarda la crescita numerica delle aggregazioni: in Lombardia, Emilia Romagna e Marche la quota di esercizi che fanno capo a una catena oscillano tra il 20 e il 30%, in Abruzzo e Trentino Alto Adige arrivano al 50-75% grazie al cooperativismo e alle reti che sono diretta emanazione delle società di farmacisti.

Ma i numeri che probabilmente attirano di più l’attenzione sono quelli relativi alle performance: le rilevazioni di Iqvia, infatti, dicono che le catene reali (quelle cioè che detengono esercizi di proprietà) sommano un giro d’affari superiore in media del 22% a quello della farmacia media, per una quota di mercato che vale il 6% anche se in numeri raggruppano il 4% del canale. Invece le catene virtuali (che riuniscono gli esercizi indipendenti ma condizionano l’affiliazione a una quota maggioritaria di acquisti con la cooperativa di riferimento) generano un fatturato più alto del 6% rispetto a quello della farmacia media, per una quota di mercato che a valori rappresenta l’11% anche se gli esercizi associati sono il 10% del totale.

Diventa allora opportuno un aggiornamento sui numeri delle principali catene e delle ultime arrivate, considerato anche che – come riportano alcuni osservatori – marzo ha visto un rifiorire delle negoziazioni e delle acquisizioni dopo le “distrazioni” da tamponificio di dicembre e gennaio. Cominciamo da Hippocrates Holding che resta la principale catena di proprietà del mercato italiano: a oggi le farmacie in carniere, riferiscono dal gruppo, sono 295, delle quali 240 già in gestione. I due terzi circa si distribuiscono tra Lombardia e Triveneto, seguono Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Umbria.

Tra le catene di proprietà spicca per numeri a tre cifre anche Neo Apotek: il bilancio che il gruppo riporta a Pharmacy Scanner parla di 151 farmacie in gestione distribuite su sedici regioni, con una presenza maggioritaria al Nord (85%) e limitata nel resto dello Stivale (10% al Centro e 5% nel Sud): Lazio (Roma per lo più), Marche, Abruzzo e Puglia

Tra le catene che hanno fatto il loro ingresso nel canale soltanto da poco, vale la pena citare Farmagorà, che a oggi conta in tutto 13 farmacie (otto in Lombardia, due in Piemonte, due in Liguria e una in Valle d’Aosta) otto delle quali già “vestite” con l’insegna della rete. L’obiettivo, fanno sapere i vertici della società, è quello di accelerare ulteriormente nei mesi a venire.

Chiude questa veloce ricognizione un’altra “new entry”, Pharma Green Holding: come riporta il ceo e founder Pasquale De Felice in un post pubblicato su Linkedin, sono tre le farmacie al momento nel carniere del gruppo, tutte concentrate in Toscana: Pisa, Pieve a Nievole (provincia di Grosseto) e Fosdinovo (Massa Carrara). L’obiettivo enunciato dai vertici della catena a febbraio, d’altronde, è quello di «crescere in regioni come Toscana, Marche e Puglia dove le aggregazioni di farmacia sono ancora poco sviluppate».

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