La seconda ondata di covid torna a soffiare sull’home delivery in farmacia

Filiera

Seconda ondata pandemica e repliche regionali più o meno “light” del lockdown di questa primavera tornano a sospingere le farmacie verso l’home delivery. E’ il caso per esempio di Apoteca Natura, il network di Aboca che riunisce circa 600 esercizi in tutta Italia: ieri il gruppo ha annunciato un accordo di collaborazione con la start up torinese Pharmercure, grazie al quale i clienti del circuito potranno ricevere a casa o in ufficio il prodotto ordinato con l’app MyApotecanatura.

«La partnership con Pharmercure» è il commento di Gianluca Strata, direttore generale del network «punta a creare valore condiviso per mettere a disposizione delle persone le migliori opportunità e servizi. La nostra app, con la funzione “Ordina Prodotti”, già agevolava l’acquisto da remoto, la consegna a domicilio era l’ultimo tassello da aggiungere per completare il servizio. Grazie all’accordo con Pharmercure, Apoteca Natura può ora contare su un partner affidabile per giungere ovunque il cliente desideri». «Con questa collaborazione» aggiunge Maurizio Campia, amministratore delegato di Pharmercure «aumenterà la diffusione della consegna a domicilio, un servizio sempre più richiesto sia dai clienti finali sia dai farmacisti e diventato indispensabile durante la fase di emergenza che stiamo vivendo».

Primi passi nell’home delivery anche per 1000Farmacie, il marketplace virtuale che riunisce un centinaio di farmacie distribuite in tutta Italia. Da ieri, infatti, il “pure player” propone il servizio Last Minute, che consente di ricevere a casa in poche ore l’otc o l’extrafarmaco ordinato sulla piattaforma. Come si ricorderà, 1000Farmacie è una vetrina che integra i gestionali degli esercizi affiati, da dove seleziona prodotti e prezzi in base alle ricerche dei navigatori. «Per ora il servizio di home delivery è attivo soltanto su Milano, in sei farmacie» spiega a Pharmacy Scanner il ceo della società, Nicolò Petrone «ma contiamo di estenderlo alle altre città dove siamo presenti sulla base dei risultati che raccoglieremo».

Quanto al servizio, 1000Farmacie intende fare affidamento su risorse proprie. «Abbiamo la nostra flotta di rider, governata da un manager che arriva da Foodora» conferma Petrone «preferiamo mantenere in casa la regia piuttosto che affidarla a un provider che poi si appoggia ad altri servizi». Al momento, poi, la consegna viene garantita soltanto sul “senza ricetta”: «L’80% delle richieste di home delivery riguarda l’area del “no prescription» osserva Petrone «quindi abbiamo preferito partire concentrandoci su questo mercato. Per l’etico, poi, c’è da mettere a punto la gestione del nre».

Nuova sterzata sull’home delivery anche per LloydsFarmacia, che aveva già offerto la consegna domiciliare gratuita – in partnership con Pharmap – nella prima ondata e ora è tornata a riproporlo sino alla fine dell’anno: 183 le farmacie coinvolte (sulle oltre 260 dell’insegna), richieste da inviare tramite l’app propritaria oppure per telefono. E in alternativa c’è sempre il clock&collect, disponibile in 218 farmacie. «Servizi come la consegna gratuita a domicilio» commenta Domenico Laporta, amministratore delegato di LloydsFarmacia «rappresentano un concreto supporto alla gestione della quotidianità e l’esperienza dei mesi scorsi ce lo conferma». Ma l’home delivery allarga il proprio perimetro anche al di fuori dei grandi network. La già citata Pharmap, per esempio, conta oggi 1.800 farmacie convenzionate (erano circa 1.600 a luglio).

 

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