Filiera

Non cercare clienti per i tuoi prodotti, piuttosto cerca prodotti per i tuoi clienti. L’assioma è di Seth Godin, profeta americano del marketing contemporaneo, e a declinarlo in queste turbolente settimane di emergenza da coronavirus è Farmacentro, la cooperativa con oltre 900 farmacie socie tra Umbria, Marche, Emilia Romagna, Toscana ,Lazio, Lombardia e Abruzzo. Di fatto è una sorta di rivoluzione copernicana: anziché andare a rastrellare dpi e altri prodotti da covid dovunque si trovino per rivenderli ai propri clienti, la cooperativa raccoglie dalle farmacie clienti le richieste a cadenza settimanale e poi cerca i fornitori che possano coprire gli ordini. «In questo modo» spiega a Pharmacy Scanner Marco Mariani, direttore marketing di Farmacentro  «disponiamo di una programmazione basata su uno storico che si consolida settimana dopo settimana. Ne scaturiscono due vantaggi: noi disponiamo di un quadro anticipato che ci consente di prenotare anziché soltanto ordinare; i nostri fornitori possono organizzarsi per tempo e beneficiano di acquisti continuativi».

I risultati? «Nelle ultime due settimane per esempio» riprende Mariani «la nostra cooperativa ha distribuito centinaia di migliaia di ffp2 e oltre un milione di mascherine chirurgiche. Oggi ne stiamo evadendo una seconda tranche per un altro milione e mezzo di pezzi, e ovviamente non sto contando le forniture della Protezione civile. Intanto, in tutta Italia le farmacie le cercano e non riescono ad averne a sufficienza». «Grazie alla programmazione» prosegue Mariani «selezioniamo solo fornitori certificati e riusciamo a scartare quelli che praticano prezzi da pura speculazione. Stesso discorso per le farmacie, che programmando con noi gli acquisti evitano di cadere nelle mani dei tanti operatori improvvisati che da qualche tempo girano per il nostro comparto».

Mariani mette sul tavolo anche altri numeri: 19mila termometri a infrarossi consegnati alle farmacie clienti e altri duemila in arrivo con l’ultima programmazione, 58mila flaconi di gel per mani, 45mila confezioni di disinfettanti, 1.500 saturimetri e infine un migliaio di occhiali e visiere protettive. «In questo modo» conclude «creiamo valore per i nostri soci e accresciamo la fedeltà alla cooperativa. In questo momento difficile, la disponobilità di mascherine e altri prodotti da covid ci hanno aiutato a controbilanciare i cali registrati in altri comparti, come l’automedicazione o la dermocosmetica».

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