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Da qualche giorno, finalmente, si inizia a parlare di fase 2 e dei complessi meccanismi che ci porteranno passo dopo passo verso la “normalità”. Sento in questi giorni un po’ da tutte le farmacie che la forte pressione che c’è stata si sta lentamente allentando. Dietro al banco ci si è organizzati a svolgere un lavoro diverso – telefonate, prenotazioni, consegne a domicilio, plexiglass protettivi, mascherine e guanti. Se i dati che arrivano dalla Protezione civile continuano a promettere un miglioramento lento ma costante, è necessario iniziare a pensare alla fase due della vostra farmacia per poi proiettarci verso la fase tre della quasi normalità.

Come già evidenziato su queste pagine e dai dati della survey realizzata da TradeLab “L’Italia nel tempo sospeso”, l’emergenza ha reso più visibile ed evidente agli italiani l’importanza del servizio che le farmacie e i farmacisti offrono al territorio. Molti auspicano anche un maggiore coinvolgimento futuro delle farmacie da parte del servizio sanitario nazionale, altri si sono riavvicinati o avvicinati per la prima volta alla vostra farmacia. In sintesi, l’emergenza sanitaria ha contribuito a incrementare l’immagine di prestigio della farmacia. Non perdiamo questa occasione.

In questo contesto c’è una questione che ritorna d’attualità: la farmacia vive da molti anni un “compromesso” tra l’essere punto di vendita etico e punto di vendita commerciale. Il compromesso non consiste nello scambiare o sottovalutare uno dei due aspetti, ma trovare la migliore combinazione possibile per il bene dell’azienda farmacia, dei suoi componenti e dei clienti. Passare alla fase 2 è più complesso della gestione dell’emergenza proprio a causa di questo trade off mai completamente risolto. Nella fase dell’emergenza è emerso in modo preponderante il lato etico del farmacista e lo ha espresso con grande coraggio e capacità. C’erano dubbi? No.

Uno degli aspetti da considerare con l’avvio dalla fase 2 è riaffiancare al lato etico l’aspetto commerciale, ovvero individuare, per esempio, quale “voice of tone” devo dare alla mia comunicazione promozionale e pensare a quali categorie di prodotti possono essere interessanti per i miei clienti, pressati da settimane di distanziamento sociale. Il consiglio che mi sento di dare, non potendo prescindere dall’offerta e dal consiglio al banco, è di individuare un tono di comunicazione il più etico possibile anche quando comunichiamo un prodotto commerciale, limitando l’enfasi su sconti e promozioni per non andare a stridere con lo stato d’animo generato dall’emergenza sanitaria nei nostri clienti. Inoltre è importante proseguire con le raccomandazioni legate a covid-19: consegna a domicilio, disponibilità mascherine, distanziamento sociale e lavarsi le mani. Va incrementata ulteriormente la consapevolezza dell’utilità della farmacia nel territorio.

Un ultimo suggerimento sull’assortimento: osservate dai vostri gestionali gli andamenti dei prodotti parafarmaceutici nelle ultime settimane e nelle future, in cui saranno disponibili confezioni con diverse quantità di compresse o bustine. E adeguate i vostri riacquisti.

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