IRi, nel Largo consumo online trainato da consumatori sempre più “fidelizzati”

Extracanale

Nel Largo consumo il canale e-commerce continua a crescere a velocità maggiore dell’offline grazie a un patrimonio di consumatori fidelizzati che nell’ultimo anno è rimasto stabile. E a trainare le vendite ora non sono più i cosiddetti “generi covid”, ma i panieri della spesa tradizionale con alcune categorie – come il beauty, dove la farmacia è tra i concorrenti diretti della distribuzione organizzata – in netta crescita. E’ l’analisi proposta da IRi nel report che fotografa numeri e tendenze dell’online targato gdo nel secondo trimestre di quest’anno, una panoramica utile anche alla farmacia per capire cosa sta accadendo nel canale con cui è più forte la competizione su alcuni segmenti della libera vendita.

 

Online, nella gdo crescita più lenta ma sempre maggiore del “fisico”

 

Tra aprile e giugno, dice IRi, l’e-commerce del Largo consumo è cresciuto del 7,3% sullo stesso periodo del 2020. Gli incrementi non sono più quelli della prima pandemia (+167,5% nel secondo trimestre 2020) ma il trend resta nettamente positivo e si contrappone alla sostanziale immobilità dell’offline, che nello stesso periodo cresce di appena lo 0,3%. Nel canale digitale, è quindi l’analisi di IRi, «la domanda resta estremamente tonica e può contare su un patrimonio di consumatori nuovi  e acquisiti che nell’ultimo anno è stato piuttosto stabile».

 

Spesa offline vs online, mix dei carrelli sempre più simile

 

Nel secondo trimestre 2021, inoltre, continuano a ridursi le differenze tra carrello della spesa reale e carrello della spesa online. «Il parco clienti del virtuale» osserva IRi «è ormai composto in larga maggioranza da consumatori che frequentano entrambi i canali (fisico e digitale, vedi sotto ndr); di conseguenza il profilo delle vendite tende ad assomigliarsi sempre di più. Questo sancisce che il virtuale è ormai a tutti gli effetti un concorrente dei negozi fisici, o meglio è un complemento importante per le imprese commerciali che operano nel canale fisico».

 

II trimestre, le vendite per categoria (valori e trend)

 

La convergenza nella composizione dei carrelli dell’online e dell’offline è il risultato di uno spostamento dei consumi verso le categorie di prodotto che appartengono alla spesa abituale (vedi sopra). «Si ridimensionano gli acquisti dei prodotti «icona» del primo lockdown, quali ingredienti per le preparazioni alimentari, prodotti per la protezione personale e per la sanificazione degli ambienti» osserva IRi «si assiste al rilancio degli alimentari preparati e/o a contenuto di servizio e dell’area Beauty. E analogamente a quanto accade nei negozi fisici, crescono gli acquisti di prodotti Pet come conseguenza dell’aumento significativo della popolazione domestica di cani e gatti durante le ondate pandemiche».

 

II trimestre, promozioni online vs offline nel Largo consumo

 

Il dinamismo dei consumi che contraddistingue il canale digitale contrapposto alla staticità del canale fisico trova una corrispondenza nell’attività promozionale delle insegne. «Se tralasciamo il dato anomalo del secondo trimestre 2020» è l’analisi di IRi «osserviamo che mentre nel canale fisico il ricorso alle promozioni cala, nell’e-commerce invece cresce. Questo dimostra l’aumentato grado di concorrenzialità sia all’interno del canale sia rispetto al brick&mortar (calce e mattoni, ndr)». In altri termini, le vendite continuano a essere più vivaci nell’online e allora le insegne tendono a trasferire la competizione promozionale nel contesto digitale (vedi sopra).

 

Online, nel II trimestre 2021 cresce ancora il peso della mdd

 

Ancora più netta la distanza tra online e offline riguardo al peso della marca privata: tra le insegne della gdo presenti nel canale fisico e in quello digitale, la private label rappresenta ormai il 25% circa delle vendite a distanza a fronte di un 20% abbondante degli acquisti in negozio. «Il successo dell’e-commerce nel Largo consumo» è la riflessione finale di IRi «dipende sempre più dalla quantità e dalla qualità dell’offerta per sfruttare un potenziale di crescita della domanda
ancora molto promettente».

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