New Line, per gli ingressi in farmacia il peggior gennaio degli ultimi tre anni. «Incide la stagione influenzale, ma c’è anche un calo strutturale»
Il calo degli ingressi che ha caratterizzato il 2025 prosegue anche nel 2026: a gennaio, dicono le rilevazioni di New Line Ricerche di Mercato, il numero degli scontrini battuti giornalmente dalla farmacia media si è fermato a 176,7, in contrazione del 4,7% sullo stesso mese del 2025. Considerato l’ultimo triennio, si tratta del valore più basso registrato nel primo mese dell’anno.
Come già si è osservato la settimana scorsa a proposito dei dati relativi all’area commerciale, nel confronto con lo scorso anno incide la diversa tempistica delle due stagioni influenzali: quella da cui stiamo uscendo, ha avuto il proprio picco a dicembre e con gennaio ha visto un brusco calo dei contagi; la precedente, invece, aveva conosciuto il punto più alto proprio tra gennaio e febbraio.
Lo scostamento negativo rilevato a livello nazionale si riflette in modo omogeneo in tutte le regioni. La Campania, in ogni caso, rimane la regione con il numero di ingressi più elevato (media giornaliera per farmacia 217,8) ma evidenzia rispetto al gennaio 2025 un calo importante, pari a -6,2%. Al secondo posto la Puglia con una media ingressi di 214,7, in contrazione del 2,9% rispetto a gennaio dell’anno scorso.
Chiude il podio il Lazio, con una media di 207,9 ingressi al giorno e una riduzione del -4,5%, in linea con il dato di -4,7% della Sicilia, che si posiziona immediatamente dopo con 202,4 ingressi medi. L’Emilia-Romagna, invece, è la regione che segna la contrazione più marcata: 171,5 ingressi medi giornalieri, -7% rispetto all’anno precedente. Al contrario, le flessioni più contenute si osservano in Umbria (199,5 ingressi medi) e in Calabria (162,9 ingressi medi), entrambe con una variazione del -2,7%.
A fronte di una riduzione degli ingressi in farmacia, si registra tuttavia un incremento del valore medio del singolo scontrino: a gennaio il dato cresce del +4,9% rispetto al 2025, attestandosi a 30,12 euro. Il quadro complessivo evidenzia dunque una dinamica di minore affluenza compensata da una maggiore spesa media per cliente (anche per gli effetti dell’inflazione).
Quali considerazioni trarre? Per Viki Nellas, R&D lead di New Line, gennaio è un mese da considerare con molta cautela per trarre indicazioni sull’intero anno. «Come detto, c’è da considerare soprattutto il diverso calendario che ha caratterizzato la stagione influenzale 2025-2026: in questo periodo la patologia incide in grossa parte sugli ingressi e il fatto che al contrario dell’anno scorso il picco sia caduto a dicembre ha inciso non poco. Non a caso, nelle settimane di dicembre si sono registrati ingressi in buona crescita rispetto al 2024, dunque quello che le farmacie non hanno fatto a gennaio lo hanno fatto in grossa parte il mese prima».
Che la stagione influenzale sia il principale fattore della contrazione degli ingressi di gennaio, prosegue Nellas, lo conferma l’andamento di alcune categorie di prodotto. «Vitamine e tonici, per esempio, mostrano a gennaio un andamento a volumi negativo, mentre invece registrano crescita positiva gli integratori salini, che sono spinti da un consumo diretto al mantenimento. Vanno bene anche dermocosmesi e veterinari, anche se il loro peso sul mercato complessivo del canale è tale per cui non riescono a compensare il calo degli ingressi legati alla patologia influenzale».
Contestualizzati i numeri, resta il fatto che il traffico in farmacia mostra sul lungo periodo una contrazione strutturale, che però rimane sull’anno sotto il punto percentuale. «I fattori all’origine di questa erosione sono tanti» conclude Nellas «in parte c’è la concorrenza extracanale, dell’online così come di altri format come le parafarmacie, che però incide soltanto in misura proporzionale alla loro quota di mercato sul commerciale. Tra i restanti fattori, non si può dimenticare la contingenza economica: a fronte di salari che rimangono al palo mentre i prezzi aumentano – anche in farmacia, come si deduce dal valore medio dello scontrino, che pure a gennaio cresce quando gli ingressi calano – sono sempre di più le famiglie costrette a tagliare sulla spesa. E anche se sulla salute di solito non si risparmia, su certi prodotti dell’area consumer che sono più rivolti all’appagamento personale le economie si fanno».
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