Consumatore

Come sarà la «nuova normalità» in cui planeremo una volta usciti dall’emergenza, secondo le previsioni di quella che una volta era chiamata la “classe dirigente” del Paese? Prova a rispondere il sondaggio condotto  tra l’1 e l’8 maggio da italiani.coop (il sito del gruppo Coop che fotografa i cambiamenti socio-economici del Paese), mediante 790 interviste a varie categorie di “stakeholder”, ossia top manager, dirigenti, imprenditori, quadri e liberi professionisti. E le previsioni che ne risultano offrono alla farmacia e ai farmacisti titolari parecchi motivi d’interesse.

 

 

La prima evidenza di rilievo riguarda le valutazioni del campione sui cambiamenti che nella “nuova normalità” investiranno i comportamenti di consumo degli italiani: per più di un intervistato su due gli acquisti di medicinali e articoli sanitari cresceranno nella nuova fase tra l’1 e il 5%, per quasi uno su cinque aumenteranno di oltre il 5%. Previsioni più che positive anche per la spesa relativa a benessere e cura del corpo: per il 47% del campione i consumi cresceranno fino al 5%, per il 14% andranno anche oltre.

 

 

Nel campione, poi, è diffusa la convinzione che alcune delle abitudini acquisite durante l’emergenza non se ne andranno via con il ritorno alla normalità. Il 49% degli intervistati, per esempio, ritiene che gli italiani continueranno a fare attenzione alle condizioni igieniche di prodotti e punti vendita, il 48% dice che faranno ancora più attenzione al prezzo (vedi sopra). Il 67%, invece, prevede che i consumatori si orienteranno maggiormente verso i punti vendita più vicini, il 76% è convinto che la maggioranza degli italiani che durante l’emergenza ha utilizzato l’e-commerce alimentare per la prima volta continuerà a farlo anche dopo la crisi.

 

 

Nella normalità prossima ventura, inoltre, la congiuntura economica dovrebbe rendere il consumatore attento e sensibile: per il 49% preferirà punti vendita con prezzi particolarmente convenienti e poche promozioni, per il 32% sceglierà punti vendita con prezzi allineati al mercato ma promozioni molto aggressive. Per il 62% degli intervistati, inoltre, gli italiani privilegieranno insegne impegnate nella responsabilità sociale (aiuto alle imprese e alle famiglie italiane), per il 28% premieranno i retailer impegnati nella sostenibilità ambientale. Infine, il 53% del campione è convinto che le preferenze di chi acquista andranno ai prodotti a marchio del distributore (private label), il 59% invece è convinto del contrario è cioè che ad attirare saranno le marche industriali.

 

 

Raccoglie ampi consensi, infine, la previsione che i principali fenomeni dell’omnicanalità manterranno la loro attrattiva anche quando l’emergenza verrà superata. Il 71% del campione ritiene che i servizi online conosceranno un incremento tra il 5 e il 10% o addirittura a due cifre, il 62% pensa lo stesso dei punti vendita con consegna a domicilio, il 53% prevede importanti sviluppi dei servizi click&collect (acquisto online e ritiro nel punto vendita) e click&drive (acquisto online e ritiro in macchina da sportelli o postazioni predisposte). Prevalgono le previsioni pessimistiche, invece, per superstore e ipermercati: nel caso di quest’ultimi, in particolare, il 57% degli intervistati stima cali anche del 10%.

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