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Negli anni i titolari di farmacia e i loro collaboratori hanno dovuto aggiungere competenze su competenze per restare al passo con i tempi e sostenere una competizione sempre più forte e agguerrita. Si è passati dal farmacista-farmacista al farmacista-consulente, al farmacista-cross seller (qualcuno direbbe “markettaro”), al farmacista-manager, al farmacista-category manager e buyer, al farmacista-leader e via a seguire.

Per i titolari questa evoluzione ha comportato forti pressioni: nessuno nega che ognuna di quelle declinazioni dell’essere farmacia abbia la sua rilevanza rispetto alla gestione efficace dell’azienda chiamata farmacia, ma non si può essere esperti di tutto. E così, alcuni di quei ruoli che nel tempo hanno tirato il farmacista per il camice sono stati delegati a consulenti che consigliano, suggeriscono e realizzano. In alternativa, o in aggiunta ai consulenti, alcune farmacie si sono affiliate a network virtuali o reali che sollevano i titolari e i collaboratori da una parte più o meno ampia degli impegni gestionali, presi in carico da una centrale.

A ben vedere, però, si può delegare quasi tutto tranne la conduzione della squadra: gestione, selezione, obiettivi quali-quantitativi, formazione e remunerazione e motivazione sono attività inalienabili del titolare. È un impegno che necessita di prossimità e di regolarità, è una attività giornaliera. Ed è necessaria per far crescere i vostri collaboratori e motivarli a svolgere il lavoro assegnato.

La “gestione” dei collaboratori è indelegabile perché è in buona parte comunicazione. Comunicare per incoraggiare a prendere decisioni rapide, per trattare al meglio la richiesta di un cliente difficile da soddisfare, oppure per gestire uno stock elevato in magazzino. Comunicare in modo sincero per alimentare un rapporto di fiducia reciproco e generare nei collaboratori la consapevolezza che possono affrontare e risolvere ogni situazione sostenuti da voi.

E non dimenticate di farlo con empatia, in modo che i vostri collaboratori non abbiano paura di sbagliare, che rimane l’unico modo per fare esperienza. Soprattutto in questo momento di grande incertezza sul futuro, parlare e comunicare con i propri collaboratori è di fondamentale importanza. Quando lo fate, li aiutate ad affrontare le difficoltà e li incoraggiate a formulare nuove soluzioni per problemi sempre nuovi.

È necessario parlare con i propri collaboratori con maggiore frequenza rispetto a quanto facciamo solitamente. In gruppo o individualmente, in modo formale oppure informale. Per i collaboratori sentire che il “capo” dedica tempo per informarli e coinvolgerli sull’andamento dell’azienda e ad ascoltare le loro opinioni è nel tempo più motivante di un incentivo economico.

I collaboratori sanno che questo in questo periodo i fatturati sono calati e la marginalità della farmacia si è contratta, e probabilmente ne sono preoccupati. È indispensabile che raccontiate i vostri progetti, le strategie, sia per rassicurare il team sia per prepararlo ai cambiamenti che potrebbero intervenire. I collaboratori vi osservano e cercano in voi la persona che regge il timone, che dà sostegno a tutta la squadra: da capitani d’azienda, cosa e come comunicarlo è decisivo nel generare azioni coerenti con i vostri valori e obiettivi.

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