Mercato

Gli integratori basati su sostanze vegetali – i cosiddetti botanicals – generano il 50% del giro d’affari realizzato dal comparto, che nei 12 mesi compresi tra maggio 2018 e aprile 2019 ha fatto registrare complessivamente vendite a valori per 1.764 milioni di euro. E’ quanto riferisce un’analisi pubblicata prima della pausa estiva da Federsalus – l’associazione delle aziende di settore – e basata su elaborazioni firmate da Iqvia. I botanicals, riferisce il report, esercitano un peso rilevante soprattutto nel segmento dei prodotti per il controllo del colesterolo, dove vantano quota di mercato nettamente maggioritaria (pari all’87%). Più in generale, continua l’analisi, gli integratori a base vegetale si distinguono in tutte le categorie di mercato che rispondono a «esigenze di impiego funzionali».

In particolare, i botanicals partecipano in modo determinante al giro d’affari nei segmenti dei prodotti per il sistema urinario, per la tosse e il controllo del peso, così come nei lassativi, nei prodotti per la gola e negli antivaricosi, in questi ultimi casi con quote rispettivamente del 93% (lassativi e gola) e del 99% (antivaricosi), sempre a valori. I botanicals sono ampiamente diffusi anche nella categoria dei prodotti per la digestione e lo stomaco (64%) e nel segmento dei calmanti e sonniferi (64%).

L’attenzione per gli ingredienti vegetali da parte di chi compra integratori, rivela ancora l’analisi, è particolarmente evidente in classi specifiche come i prodotti antitosse, i calmanti e sonniferi, i prodotti per le articolazioni e gli antiacidi, che nel periodo 2017-2019 mettono a segno una crescita media annua superiore a quella registrata dal mercato degli integratori nel suo complesso (vedi grafico sottostante).

 

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