Federsalus e Integratori Italia si uniscono. Scarpa: più forza in Ue, più cultura d’impresa in Italia

Interviste

Diventa unitaria la rappresentanza del comparto industriale dell’integrazione alimentare: Federsalus, con circa 240 aziende italiane ed estere, e Integratori Italia, oltre 450 imprese aderenti, confluiscono in un nuovo soggetto, Integratori & Salute, che lavorerà per accrescere il peso del settore nel panorama manifatturiero nazionale. La nuova associazione, che opererà all’interno di Confindustria, sotto l’egida di Unione italiana food, rappresenta un mercato il cui giro d’affari arriva a 3,7 miliardi di euro, il 29% del valore complessivo del settore a livello europeo. A Pharmacy Scanner il presidente di Federsalus, Germano Scarpa, ha spiegato le ragioni dell’operazione e proposto un’analisi di numeri e prospettive del comparto.

Presidente Scarpa, come deve essere letta questa unione?
Con la fusione, la vivacità culturale di Federsalus si sposa con la grande capacità di Confindustria di avere rapporti istituzionali a ogni livello. L’obiettivo è quello di avere un’associazione ancora più forte e proiettata alle sfide del futuro che si giocheranno in Europa, innanzitutto a livello legislativo. La scelta della fusione è un’operazione strategica per la sopravvivenza del settore e siamo contenti che la maggioranza dei nostri associati l’abbia interpretata e condivisa per quello che è».

Ci saranno benefici anche per le farmacie?
Tra le priorità c’è quella di far crescere la cultura delle imprese, che quindi dialogheranno con le farmacie in modo ancora più moderno. In questi due anni di pandemia, poi, è cresciuto il numero dei consumatori che si rivolgono agli integratori sulla spinta di una nuova sensibilità per la salute e gli stili di vita. A questi consumatori, dunque, arriveremo con una comunicazione che avrà una sola voce, pur preservando al nostro interno il confronto e lo scambio di idee.

Durante la pandemia, il mercato degli integratori ha mostrato nel canale farmacia un’ottima salute: secondo Iqvia, a fine 2021 il comparto cresce a valori di quasi il 7% sul 2019. Qual è la vostra valutazione?
Gli integratori sono certamente tra le categorie che dall’emergenza sanitaria hanno guadagnato. Per questo, diventa fondamentale premiare il consumatore con la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi che sappiano rispondere ai suoi nuovi bisogni di salute, plasmati proprio dalla pandemia.

Qual è la vostra valutazione sull’anno appena iniziato? Ci stiamo davvero avviando verso l’uscita dall’emergenza sanitaria? Quali priorità si dovranno dare farmacisti e farmacie, a suo giudizio?
Io sono ottimista e sono convinto che davvero ci stiamo muovendo verso la normalizzazione. Ma non sarà un ritorno al passato: la farmacia si troverà di fronte un nuovo consumatore, che nella pandemia è diventato ancora più consapevole del contributo che gli integratori possono offrire alla sua salute. Sarà fondamentale assisterlo con un consiglio ancora più “affilato” e prodotti sempre in linea con le sue attese.

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