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Prima considerazione: credo che sia il momento di… fermarsi.  Di fermarsi a riflettere, a osservare, per capire i vari comportamenti e le strategie. È il momento di chiedersi chi vogliamo Essere per decidere cosa Fare. È  il momento del confronto dialettico. È il momento di far vivere le stanze delle Federfarma, dell’Ordine Professionale, delle cooperative, delle aule universitarie. È il momento di studiare. È il momento buono per trovare le energie per una sfida che si vincerà sui Valori (con la V maiuscola) e non solo sui valori (con la v minuscola) rappresentati dalla ricerca compulsiva di masse critiche di fatturato sempre più grandi, dal numero anonimo di clienti rappresentati dalle ragioni sociali delle farmacie, dai chilometri percorsi in lungo e largo per trasportare il “pacco”. I Valori (con la V maiuscola) sono la Professionalità, la Solidarietà, l’Etica, l’Emancipazione del capitale umano per tutelare la dignità della persona, la ricerca della Sostenibilità Economica-Sociale-Ambientale al fine di costruire un futuro certo.

Seconda considerazione: con l’entrata in vigore della legge 124/17 c’e’ stato un gran lavorio sulle interpretazione di una legge che lascerà, al Sistema Farmacia, un marchio profondo. L’arrivo degli “alieni” su un pianeta finora mosso da qualche lenzuolata e dalle politiche di un welfare sempre più povero, ha generato in questi mesi sospetto, incertezza, paura. Devo dire che più conosco gli alieni – più li conosco direttamente senza i condizionamenti di una letteratura costruita, molte volte, su gossip e semplificazioni – e meno ho paura; ho capito che sono di “carne” come noi e dovendosi confrontare con i marcatori tipici dell’efficienza economica, finanziaria e patrimoniale, dovranno rispettare le regole dell’equilibrio a valere nel tempo. Nel frattempo anche i distributori intermedi istituzionali hanno preparato le proprie legioni per conquistare nuovi territori e/o non perdere quelli attualmente amministrati. Al momento però, seppur vi sia fermento nella domanda e nell’offerta di farmacie (più domanda che offerta), non vedo massicci passaggi di proprietà. E’ troppo presto. Le legioni e gli alieni si muovono con strategie e tattiche non casuali, l’importante è che siano pronti quando cambia il vento.

Terza considerazione: pur annusando con tanta curiosità cosa si muove in Italia e pur cercando di rubare  a direttori generali, amministratori delegati, presidenti e politici di razza, qualche indizio-consiglio su come costruire un progetto magari fantastico,  non sono riuscito a capire le nuove offerte-proposte da parte dei più importanti stakeholder (industria farmaceutica, distributore intermedio, banca…) post legge 124/17. Si parla di reti, ma non le vedo; almeno non vedo nuove reti costruite con corda robusta, fatta di fili intrecciati e rappresentanti gli interessi di un io che diventa NOI. Non vedo, al momento, reti volute e non… dovute. Eppure, penso che la futura sana competizione avverrà tra proposte offerte da “insegne” diverse. Da “insegne” parlanti e propositive di una cultura etica del servizio salute.

Quarta considerazione: è un momento  di crescita, sfruttiamo l’occasione. Recentemente sono apparsi sui giornali articoli riguardanti Walgreens Boots Alliance e Amazon; due articoli opposti ma utili per  riproporre un réfrain a me caro: Farmacia Bene Comune in quanto soggetto e volano di crescita della comunità, perché esercita la propria professionalità mediante prodotti, consigli, servizi aventi come denominatori la buona prossimità. Buona prossimità intesa come tempo attivo dedicato agli altri, al NOI.

I due articoli. Uno è intitolato “Walgreens Boots Alliance: salute, clima e inclusione”; l’ altro perla di Amazon e del suo “braccialetto che controlla i dipendenti”. Wba promuove il proprio impegno nell’affrontare le questioni chiave della sostenibilità: dalla salute ai cambiamenti climatici, alla promozione delle diversità e dell’inclusione. Amazon, per rendere più veloce la ricerca dei prodotti stoccati in magazzino ha brevettato un braccialetto da far indossare ai propri dipendenti, in grado di emettere ultrasuoni o vibrare in caso di errore.

Conclusione: è il momento che il sistema della cooperazione e/o delle società di farmacisti promuova senza timidezza  ciò che da sempre propone ed esercita nella quotidianità perché è nelle proprie corde,  è negli statuti, è nel Dna dell’essere cooperativa. La solidarietà, la sussidiarietà, l’emancipazione e il rispetto della dignità della Persona sono quei Valori (con la V maiuscola) che sono prioritari rispetto a tutto il resto, sono quei Valori (con la V maiuscola) che dovranno essere gli ingredienti principali e preziosi delle nuove reti, quelle reti volute e non dovute, quelle reti fatte di corda e di passioni, quelle reti che includono facendo crescere il business e migliorano la dignità della Persona. Il farmacista da solo, e doverosamente indipendente, ha bisogno di un proponente di rete etica, di una rete che neutralizza quel senso di sconforto e di precarietà che fa dire: «Meglio vendere perché in questo sistema non mi riconosco più».

Viva la Farmacia, bene comune… sempre.

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