Filiera

Altro che una, come Pharmacy Scanner scriveva la settimana scorsa: sono sette le farmacie che F2i – attraverso la società Farmacie Italiane, controllata al 61,2% – ha messo finora in carniere in aggiunta alle 11 acquisite a novembre da Farmacrimi (che partecipa alla srl con il 37,5%). Sette acquisizioni completate nel giro di due mesi scarsi: la prima è quella di cui avevamo dato notizia la settimana scorsa, ubicazione Roma zona Eur; la formalizzazione risale a metà marzo e nella stessa data il gruppo chiude la seconda acquisizione a Napoli; quindi, a fine mese, ancora due farmacie (di nuovo a Roma e Napoli), ad aprile una a Parma e una a Milano e, infine, un’altra ancora a Roma ai primi di maggio.

In più, come detto, ci sono da contare le undici farmacie che erano di Farmacrimi, tutte dislocate a Roma, e le dodici farmacie riunite sotto Parafarmacrimi, anch’esse concentrate nella Capitale tranne una a Milano e un’altra a Venezia. Ne scaturisce l’immagine di una catena con un forte baricentro nella Città eterna, un competitor potenzialmente scomodo per le farmacie indipendenti se le acquisizioni romane dovessero proseguire sullo stesso ritmo. Ed è una possibilità da tenere in considerazione, visto che secondo alcune fonti i progetti di Farmacie Italiane sarebbero di mettere assieme per la fine dell’anno almeno una cinquantina di farmacie. Pharmacy Scanner ha cercato di contattare la società per un commento, ma i tentativi sono caduti nel vuoto.

Intanto, si intensificano le voci – già anticipate la settimana scorsa – di un risvegliato interesse per l’acquisto di farmacie da parte di soggetti che due anni fa, con la Legge sulla concorrenza appena approvata, avevano fatto qualche ricognizione e poi si erano messi in un cantuccio: fondo d’investimento, banche e, ora, anche qualche gruppo ospedaliero della sanità privata. Non resta che attendere i primi eventuali acquisti.

 

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