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Anche nel caso dell’emergenza da coronavirus, internet e i suoi motori di ricerca offrono uno specchio fedele dell’attenzione (e dell’apprensione) con cui gli italiani hanno seguito l’evoluzione dell’epidemia. Farmakom, piattaforma per l’e-commerce di farmacie e parafarmacie, ha analizzato i dati di Google Trends puntando la lente sulle parole-chiave più strettamente correlate agli eventi e sulla frequenza con cui sono state utilizzate in queste settimane dai navigatori. Se ne ricava un “tracciato” che misura fedelmente le curve d’interesse con cui gli italiani hanno vissuto l’emergenza.

 

Google Trends: le ricerche con parola chiave “coronavirus”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Come si nota,  fino al 21 febbraio le ricerche con la parola chiave “coronavirus” restano limitate: nonostante in Cina e nel resto dell’Asia l’epidemia fosse già esplorata da tempo, gli utenti di Google non ritenevano il tema degno di attenzione. Dopo il picco, invece, gli andamenti si differenziano in base ai termini utilizzati nelle ricerche, anche se mantengono volumi superiori rispetto alle settimane precedenti e registrano impennate in coincidenza con le uscite dei decreti sull’estensione delle zone rosse.

 

Ricerche con parola chiave “coronavirus farmaci”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Ricerche con parola chiave “coronavirus tachipirina”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Accomuna tutte le ricerche il picco immediatamente successivo alla notizia del primo contagio confermato, risalente al 21 febbraio. E’ l’indizio che l’opinione pubblica ha preso piena consapevolezza del tema e si è gettata su Google per avere risposte alle sue preoccupazioni: tra le parole chiave più gettonate la tachipirina, per l’associazione alla sintomatologia influenzale (sopra), integratori per rinforzare le difese immunitarie, gel disinfettanti e mascherine (vedi sotto).

 

Ricerche con parola chiave “gel disinfettante mani”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Ricerche con parola chiave “integratori difese immunitarie”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Ricerche con parola chiave “mascherine”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

Ricerche con parola chiave “dove trovare mascherine”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Chi va online per trovare informazioni, finisce spesso per cercare sul web anche il retailer dove acquistare o cercare prodotti. Lo dimostra l’andamento delle interrogazioni tracciate da Google Trends con le parole chiave “amuchina gel online”.

 

Ricerche con parola chiave “amuchina gel online”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Anche la chiave di ricerca “farmacia online” indica palesemente che, oltre al bisogno di informazioni, gli italiani mostrano nel periodo crescente interesse per l’e-commerce, ancora una volta con la data del 21 febbraio a fare da epicentro.

 

Ricerche con parola chiave “farmacia online”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Anche altre chiavi di ricerca dimostrano una spiccata attenzione per le principali strategie terapeutiche imperniate sul farmaco.

 

Ricerche con parola chiave “vaccino”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Ricerche con parola chiave “farmaci antivirali”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Google Trends aiuta anche a misurare l’impatto di fake news e notizie manipolate. Di recente, come noto, un vocale diffuso sui social ha attribuito alla vitamina C inesistente efficacia contro il coronavirus, con effetti evidenti sugli argomenti di ricerca.

 

Ricerche con parola chiave “vitamina C”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Ricerche con parola chiave “vitamina C coronavirus”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

 

Come si può osservare, il picco attorno al 21 febbraio che si ripresenta anche in questo tracciato incorre in una replica attorno all’8 marzo, in concomitanza con i decreti del Governo ma anche con la diffusione del vocale. Altre volte, invece, a provocare improvvisi balzi d’interesse sono notizie accreditate e verificate, che vengono messe però in circolazione in modo affrettato. E’ il caso, per esempio, della news sull’efficacia di alcuni farmaci anti-artrite nel trattamento del coronavirus: l’impiego dà risultati soltanto se inseriti in un regime terapeutico gestito da personale medico specializzato, ma la novità ha comunque determinato un’impennata delle ricerche con la parola chiave “artrite”.

 

Ricerche con parola chiave “artrite”

Valori sull’asse delle ordinate: frequenza (su scala da 0 a 100) delle ricerche contenenti la parola chiave

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