Filiera

Lloyds Farmacia, la catena del gruppo Admenta (a sua volta controllato dalla multinazionale Celesio-McKesson) che raggruppa 168 esercizi comunali e una quarantina di farmacie private tra franchising e proprietà, tenta l’avventura nel canale contiguo ma distinto della parafarmacia. E lo fa aprendo due corner in altrettanti store milanesi di Coin, insegna della distribuzione organizzata che presidia trasversalmente i segmenti dell’abbigliamento, della casa e della profumeria. I punti vendita interessati dall’operazione sono quelli di piazza Cinque Giornate e piazza Cantore e l’offerta dei due corner (1.500-2.000 referenze in tutto) spazia dal farmaco senza ricetta al prodotto per la personal care, dermocosmetico compreso.

 

 

Da Lloyds Farmacia le informazioni arrivano con il contagocce e la prima preoccupazione è quella di sottolineare che si tratta soltanto di un «test», da utilizzare per valutazioni e analisi. A chi ha visitato i due corner, però, non è sfuggito il particolare dell’insegna troneggiante sul lato aperto: Lloyds Farmacia diventa qui Lloyds Salute, una gemmazione che fa pensare che il “pilot” cui si riferisce Lloyds abbia solida basi (quanto meno, c’è stato prima uno studio del brand) e l’obiettivo sia quello di valutare un nuovo format con cui presidiare il mercato del “senza ricetta”.

Di certo, sul settore del “no prescription” hanno cominciato ad affacciarsi volti nuovi. Tra gli ultimi arrivi quello di Medi-Market, catena del nord Europa che raggruppa 30 parafarmacie e 16 farmacie tra Belgio e Lussemburgo più una parafarmacia online che copre il Benelux. Nelle settimane scorse, infatti, il gruppo ha completato l’acquisizione di Parashop Italia dalla capogruppo francese: nel nostro Paese l’insegna transalpina detiene quattro negozi in tutto, due a Milano (corso Buenos Aires e via Torino, arterie rinomate dello shopping meneghino), uno a Busnago (Monza-Brianza) e l’ultimo a Torino, in piazza Carlo Felice (altro luogo frequentato del centro città).

 

 

Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, il fatturato di Parashop Italia, che annovera anche un centro distributivo a 40 km dal capoluogo lombardo, si aggira sugli 11 milioni di euro; quello della capogruppo francese – che oltralpe conta 63 parafarmacie – supera i 120 milioni. I negozi Medi-Market propongono un paniere medio di 6.000 referenze e 200 brand, che spaziano dalla cosmesi ai farmaci senza obbligo di ricetta, dal primo soccorso alla nutizione dietetica, dal premaman all’infanzia. Fondata nel 2014 dall’imprenditore Yvan Verougstraete, la catena è cresciuta rapidamente grazie a due aumenti di capitale e il fatturato previsto per il 2018 dovrebbe ammontare a 80 milioni di euro.

 

 

Tutti da scoprire i progetti del gruppo per il nostro Paese, ma il fatto che Medi-Market gestisca in Belgio anche farmacie non rende peregrina l’ipotesi che tra i suoi obiettivi possa esserci quello di acquistare non solo punti vendita del parafarmaco, ma anche esercizi farmaceutici. D’altronde, gli acquisti di farmacie da parte delle società di capitale proseguono a ritmo non frenetico regolare: come riferisce un articolo de L’Eco di Bergamo di mercoledì 11 aprile, Hippocrates Holding è sbarcata anche in questa provincia, dove ha comprato da poco la sua prima farmacia e sarebbe già in trattativa per altre quattro o cinque. Ma aggiornamenti arrivano anche da Walgreens Boots Alliance, che nel duro comunicato spedito alla trasmissione di Rai3 Report dopo il servizio dell’altra settimana fa il conteggio delle farmacie acquisite: «eccettuate le farmacie che facevano capo al gruppo Essere Benessere» scrive Wba «Allience ha rilevato nove farmacie in bonis e quattro in crisi finanziaria». Intanto salgono a quattro le farmacie della multinazionale che hanno indossato la livrea di Boots: dopo le tre milanesi (ex Essere Benessere) di viale Fulvio Testi, piazza Corvetto e via Ranzani, e stata la volta nei giorni scorsi alla farmacia di Limbiate, nell’hinterland del capoluogo lombardo.

Recommended Posts