Filiera

Dall’inizio del mese Boots sta sperimentando in una delle sue farmacie (a Woking, nel Surrey) un nuovo servizio di teleconsulto in convenzione con il Nhs, il sistema sanitario pubblico. Tramite tablet, installati in due salette private del punto vendita, i clienti possono collegarsi con un medico di base ed effettuare una visita a distanza. Il farmacista provvede alla connessione e all’avvio della comunicazione, al termine del teleconsulto assicura il follow-up suggerito dal medico oppure dà i consigli necessari su terapie e farmaci.

Il servizio è assicurato dall’azienda svedese Livi nell’ambito del progetto DigitalHealth.London, co-finanziato dal Nhs e avviato l’anno scorso nel Surrey (con la partecipazione di medici di famiglia locali, abilitati e regolarmente registrati). L’obiettivo è quello di sfruttare le ultime innovazioni in fatto di Ict (Information and communication technology) per sgravare l’assistenza territoriale e semplificare il percorso del paziente: come si legge nel sito di DigitalHealth.London, in Inghilterra una persona su quattro deve attendere più di una settimana per vedere il medico di famiglia e l’11% degli assistiti che non sono riusciti a prendere l’appuntamento ha finito per rivolgersi al Pronto soccorso.

 

 

Il teleconsulto offerto dalla farmacia di Woking è convenzionato e dunque gratuito ma, come riferisce un articolo della rivista Chemist&Druggist, Boots sta lavorando anche a una versione privata del servizio: a proporlo, dal 19 settembre, dovrebbe essere la farmacia di Liverpool street, a Londra, a un prezzo di 25 sterline per visita (meno, assicura il gruppo, di quanto fa pagare per lo stesso servizio una buona parte degli ambulatori della capitale).

«Offrire un servizio di teleconsulto in regime privato» spiega in una nota Boots «consente a un gran numero di pazienti, compresi quelli che vanno o tornano dall’ufficio, di sottoporsi a una visita a distanza nel momento e nel luogo per loro più comodo. Come facciamo in ogni altra sperimentazione, esamineremo i risultati, le risposte dei clienti e il feedback operativo, tanto del servizio convenzionato quanto di quello a pagamento, quindi valuteremo».

Anche in Francia il teleconsulto in farmacia è ormai realtà da circa un anno. Il via lo ha dato l’emendamento numero 15 alla convenzione nazionale con la mutua pubblica (Cnam, Caisse nationale de l’assurance maladie), che riconosce ai farmacisti titolari un contributo forfettario per il primo di 1.125 euro e dal successivo una quota fissa commisurata al numero dei teleconsulti erogati (non oltre i 400 euro, in ogni caso).

 

 

In questi primi 12 mesi, dicono le rilevazioni, sono 60mila le visite a distanza effettuate, delle quali hanno beneficiato circa 30mila assistiti. E secondo un recente sondaggio, un quarto circa dei farmacisti francesi è interessato a offrirlo.

Recommended Posts