Bankamerica: mercato europeo della ricetta online quadruplicato nel 2030

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Secondo gli analisti di Bank of America, il mercato europeo della ricetta elettronica toccherà entro il 2030 un valore di 47 miliardi di euro, circa quattro volte il valore attuale (11 miliardi), per un tasso composto di crescita del 16% l’anno. La stima è riportata in un articolo della rivista economica Usa Barrons: nel 2020, dice l’analisi di Bankamerica, il mercato farmaceutico ha raggiunto in Europa (Regno Unito escluso) i 193 miliardi di euro. Sul totale l’online vale solo il 6% («molto meno che in altre categorie come abbigliamento, elettronica e lenti a contatto» fanno notare gli analisti) tuttavia la previsione è che la prossima dematerializzazione delle ricette in Germania, il più grande tra i mercati europei, cambierà rapidamente le cose.

La novità entrerà in vigore da luglio, ma – spiega Bank of America – «dal 2022, le ricette elettroniche diventeranno obbligatorie (cioè i medici potranno prescrivere soltanto online, tranne rari casi, ndr) e saranno archiviate su un server pubblico chiamato Gematik, al quale potranno accedere tutte le farmacie, comprese quelle online come Zur Rose e Shop Apotheke». La stima degli analisti americani è che sulla spinta della ricetta elettronica il mercato farmaceutico online tedesco vedrà crescere la propria quota di mercato dell’11% entro il 2025 e del 25% nel 2030, per un giro d’affari che toccherà i 12 miliardi di euro. Se anche gli altri Paesi europei adotteranno le stesse norme della Germania (ricetta elettronica e vendita online consentita anche per i farmaci con obbligo di prescrizione), il mercato dell’e-commerce farmaceutico potrebbe crescere da qui al 2030 di 30 miliardi di euro.

Zur Rose (il gruppo svizzero della distribuzione intermedia cui fa capo DocMorris) e Shop Apotheke sono probabilmente tra le farmacie online europee che più beneficeranno della dematerializzazione tedesca. In particolare Zur Rose, è la stima di Bank of America, perché il suo modello di business scommette sulle acquisizioni (di altre farmacie online, come le tedesche Medpex e Apotal) per incrementare velocemente i visitatori. Su stime e previsioni, avvertono però gli analisti, incombe l’ombra di Amazon Pharmacy: «C’è il rischio che il gruppo possa entrare nel mercato tedesco dell’e-pharmacy» osserva Bankamerica «è probabile quindi che nel 2025-2030 Zur Rose e Shop Apotheke non sommeranno assieme più del 75% del mercato tedesco, con gli altri player a spartirsi il resto.

Intanto in Germania DocMorris e Shop Apotheke continuano a lavorare per farsi trovare pronte all’appuntamento di luglio con la ricetta dematerializzata. Per entrambe, lo scoglio più rilevante che ancora va superato è quello del cosiddetto “ultimo miglio”, ossia il tratto che porta alla destinazione finale. E’ di solito la parte meno efficiente della catena di approvvigionamento e incide fino al 28% sul costo totale del trasporto. Se poi si tiene conto che le due farmacie online hanno sede nei Paesi Bassi, i termini del problema diventano immediatamente chiari: se l’obiettivo è aggiudicarsi una quota rilevante dell’e-commerce farmaceutico tedesco, spedire medicinali per posta dall’Olanda non basta più, occorre lavorare sulle consegne giornaliere.

Shop Apotheke, in particolare, punta a rilanciare il suo programma “Shop Apotheke Now”, una replica del più celebre Prime Now di Amazon: in cambio di un fee (4,99 euro) la web-pharmacy promette la consegna entro la giornata in buona parte del territorio tedesco. Per riuscirci, però, ha bisogno delle farmacie tedesche “tradizionali”, alle quali il gruppo propone di entrare nel programma Shop Apotheke Now con una partnership logistica: i clienti che chiedono la consegna entro la sera stessa (per acquisti sopra i 15 euro) ricevono i prodotti dalla farmacia partner, che intasca il fee. Al momento però hanno aderito soltanto due esercizi, la West-Apotheke di Fürstenfeldbruck, che copre le aree di Monaco, Augusta e Stoccarda, e la Spielberger di Berlino Spandau.

Stessi progetti in casa DocMorris, che alle farmacie tedesche in calce e mattoni (ma anche quelle con attività online) propone la piattaforma DocMorris+. Almeno per il momento il reclutamento sembra avere avuto più successo: sono cinque gli esercizi che hanno già aderito, due farmacie online (una delle quali, Apohealth, che già vende su Amazon), una a Monaco e le altre due ad Amburgo e Brema. Non è previsto nessun fee, anzi tocca ai farmacisti pagare un abbonamento: la piattaforma infatti fa perno su un’app per la gestione della ricetta elettronica nella quale le farmacie aderenti entrano con una vetrina personale, tipo marketplace. «Grazie alla visibilità a livello nazionale, alla consegna rapida tramite corriere o al click & collect» spiega Malte Dous, amministratore delegato di DocMorris+ «le farmacie possono generare vendite ben oltre il normale traffico di clienti». Opportuno stare a vedere che succederà.

 

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